Cronache, In evidenza, Salone del Libro 2022

Dal Liceo Ariosto di Ferrara con amore (ricambiato!)


Redazione Liceo Ariosto Ferrara


La professoressa Stefania Borini, accompagnatrice oramai quasi veterana delle studentesse e degli studenti ferraresi al Bookblog del Salone del Libro, ha avuto l’ottima idea di far scrivere il resoconto dell’esperienza alle studentesse dell’edizione 2022. Pubblichiamo quello che è arrivato ma naturalmente speriamo in altrettanti pezzi come questi che ci scaldano il

TROVATE ANCHE UNA GALLERY DELLA NOSTRA REDAZIONE PERCHè QUEST’ANNO L’ALLESTIMENTO ERA SE POSSIBILE ANCORA PIù BELLO DEL SOLITO.

Buona lettura, giovani Cuori Selvaggi

Quel mondo magico che è il Salone

Cosa significa passare quattro giorni dentro al Salone del Libro di Torino? Vivere settimane intere nell’arco di pochi minuti. Un tempo relativo, che, nello stesso momento, si dilata e si contrae, permettendo ai puri di cuore di vivere un’esperienza che li segnerà per tutta la Vita. 

Un universo parallelo in cui tutto è possibile, anche intervistare i grandi della musica, della letteratura e del giornalismo. Un pianeta di colori: gli stand, le copertine dei libri, le magliette rosse, bianche e blu, le menti di ognuno e ognuna abbellite dalle sfumature dei sentimenti. Un mondo magico composto da romanzi, parole, strette di mano con gli scrittori tanto amati, consapevolezza, gioco di squadra e SGUARDI. Bisogna saper guardare attentamente le persone dentro al Salone per rendersi conto che tutti hanno la piena coscienza di far parte di qualcosa di immenso, non solo nella grandezza, ma anche nel valore culturale e umano. Di una profondità e autenticità infinita gli occhi dei Bookblogger, grati, consapevoli di essere pezzi di un puzzle perfetto, di una realtà senza confini, dove anche il più piccolo editore ha un posto unico e prestabilito all’interno di quell’organismo vivente che è il Salone. In quei pochi giorni, il Lingotto Fiere prende vita, animandosi di una molteplicità di anime diverse legate dalla complicità scaturita dall’amore per la lettura e la scrittura. 

Ma cos’è Bookblog? Nella teoria è il blog dei giovani, nella pratica è famiglia e casa: un’accoglienza speciale viene riservata a tutti e tutte dal supercapo Popi e da suoi magnifici supertutor. Bookblog è cooperazione, disponibilità, tanta pazienza, far sentire la propria voce, veridicità, empatia e sensibilità. Quel lato particolarmente ricettivo che permette di tradurre in un articolo le emozioni provate durante gli incontri. Altro aspetto chiave: il coraggio, in tutte le sue forme. Coraggio di chiedere e ottenere interviste (im)possibili, di vincere le ansie e la vergogna, di lanciarsi in continue sfide quotidiane e completamente diverse e di essere se stessi al 100%. L’incantesimo del Salone strega ognuno e ognuna di noi, portandoci a essere, nel bene e nel male, veramente quello che siamo. In tutte le sfaccettature e apparenti contraddizioni che ci contraddistinguono. È un mettersi “faccia a faccia” con tutti i lati di noi che non apprezziamo, imparando a conviverci e gestirli per vincere le difficoltà, all’ordine del giorno, che il lavoro di redazione impone di affrontare per diventare delle vere giornaliste d’assalto. 

Il Salone dà tanto e chiede altrettanto. Esige efficienza e fatica, dona cultura ed esperienza sensazionali. Pretende passione e dedizione, regala soddisfazioni e opportunità. Una Vita Nova di tanti cuori selvaggi pronti a lavorare su di sé e migliorarsi continuamente. È impossibile tornare da Torino non cresciuti e uguali a prima. E così, ancora una volta, abbiamo provato a fare io e la mia “compare di parole”, imparando a farci da parte e metterci in secondo piano, lasciando trascorrere alle altre del gruppo il LORO Salone da protagoniste, esattamente come è stato concesso a noi a ottobre. 

“Tutor significa tutor”: saper collaborare, rispondere alle domande e alle stesse identiche curiosità che la prima volta avevi anche tu. Provare a correggere gli articoli rispettando lo stile altrui, mettersi a disposizione degli altri e tentare di imparare l’arte della pazienza, scoprendo che alcuni insegnanti ne sono enormemente dotati. Però tutor vuol dire anche avere tempo per gustarsi, ancora di più, quella che è l’essenza di quest’avventura. E ora, una piccola riflessione su Sara. La Sara di ottobre era spaventata, arrabbiata, ansiosa, molto più insicura e convinta di non essere capace. Una ragazza in difficoltà che aveva tanta voglia di rinascere e riemergere, cosa che, ad oggi, può dire di essere riuscita a fare grazie alle persone che la circondavano (e circondano), ma anche, e forse soprattutto, grazie a se stessa. È attraverso questo percorso tortuoso e complicato che si giunge alla Sara di maggio, leggera, che ha saputo viversi l’esperienza senza ansia, ma con quella

stessa fondamentale sensibilità. Più consapevole di sé e degli altri, innamorata dei luoghi, dei gesti, della Vita e degli sguardi di tutti, solcati nei ricordi facilmente rievocabili. Il ritorno alla realtà è sempre traumatico. Bisognerebbe coniare un nuovo termine: jet-lag da Salone. Quella sensazione di vuoto, mista a stanchezza estrema, dovuta al calo di adrenalina di quattro giorni surreali. La cognizione fisica del ritorno alla realtà, accompagnata dalla mente che rimane fissa a quei posti dove regna la perfezione del caos assoluto. Tutto esattamente al proprio posto, nel caotico, scompigliato e ardente Salone di Torino. 

Un senso di gratitudine sconfinato, che ognuna di noi si porterà dentro per la Vita, verso noi stessi, le compagne di viaggio, le prof. che ci hanno saputo capire permettendoci di trascorrere quest’avventura e a chi ogni anno permette quella magnifica realtà che è Bookblog. 

Semplicemente quel senso di meraviglia indescrivibile che lasciano solo i viaggi incisi per sempre, indelebilmente, nel cuore e nell’anima.

Sara Bonora

Il poema

 

Anche la mia seconda esperienza al Salone del Libro di Torino si è conclusa. Mi ritrovo in camera, da sola, anche questa volta con le lacrime agli occhi dopo aver letto il messaggio della prof e rifletto su quello che ho appena vissuto senza riuscire a trovare un filo logico nei miei pensieri e senza riuscire a dare un ordine alle mie emozioni. Sono così confusa. Il ritorno alla realtà è sempre difficile perché difficile è lasciare quel mondo magico che ha caratterizzato quattro intensissime giornate della mia vita. 

Il Salone è cultura, divertimento, lavoro, collaborazione, amicizia, soddisfazione e stanchezza. Il Salone è un’avventura originale e unica ogni volta. È vero il primo Salone è magico, porta con sé il ricordo della prima esperienza in un mondo completamente nuovo e isolato dal resto, le emozioni sono accentuate dalla novità e dall’euforia. Ma anche questa volta sono stati la curiosità, l’amore per la lettura e la scrittura, l’emozione di vedere i propri idoli e di stringere la mano a grandi scrittori, l’entusiasmo di essere di nuovo in redazione, di correre a destra e sinistra come una trottola, di provare per la prima volta cosa significa essere tutor e aiutare e correggere i bloggers alle prime armi. Ogni bella esperienza lascia un segno dentro, ma quella del Salone è quella che ne lascia in assoluto di più perché catapultandoti in un mondo magico e lontanissimo dalla scuola, ti insegna a essere intraprendente, appassionata, autonoma, coraggiosa, rispettosa, disponibile. Del Salone amerò sempre le code saltate grazie al pass e alla maglietta rossa, i padiglioni vuoti e il silenzio di prima mattina, le corse da una parte all’altra del Lingotto per riuscire a fare tutto; alla redazione di Bookblog sarò sempre grata per avermi fatta sentire parte di un grande gruppo, per avermi insegnato l’importanza della cooperazione, del lavorare con divertimento e leggerezza, per essere stata un punto di riferimento per quattro giorni. 

E poi c’è tutto quello che avviene fuori dal Lingotto: la metropolitana e l’autobus, l’amicizia e le risate che hanno alleggerito le lunghe camminate, il senso dell’avventura e della scoperta di una nuova città, ma soprattutto gli indimenticabili “abbiamo sbagliato strada” seguiti da un “ma era tutto programmato”. 

Il Salone questa volta mi ha insegnato a non scoraggiarmi, a credere nei miei sogni e a essere perseverante, perché è grazie a questo se mi sono trovata di nuovo insieme alla mia “compagna di parole” a vivere quest’avventura. Il Salone ha tirato fuori il meglio di me, mi ha vista innamorata e ha osservato i miei occhi illuminarsi di gioia ed emozioni la prima volta come la seconda. Ho potuto essere al cento per cento Chiara, quella ragazza follemente innamorata della letteratura e della cultura, dei libri e della scrittura, allegra, spensierata, soddisfatta, orgogliosa anche se stanca e sfinita dopo un’intera giornata. Quella Chiara che sa fare ad andare avanti con il cuore quando la fatica ha esaurito tutta la forza e le energie. 

Quest’anno il Salone è stata la scoperta di nuove responsabilità e nuovo compiti, non sapevo cosa significasse essere tutor nella redazione finché non mi sono ritrovata a correggere un articolo scritto da altre ragazze e a interagire con ragazzi nuovi per dare una mano in modo completo e darci a nostra volta un aiuto. Il primo Salone l’ho vissuto da protagonista assoluta; questa volta ho invece imparato a farmi da parte per lasciare spazio alle mie compagne alla loro prima esperienza e ho iniziato ad apprendere cosa significhi veramente avere pazienza, perché farsi da parte vuol dire anche adattarsi e non arrabbiarsi per nullità.

Questo Salone di quattro giorni mi sembra essere durato un mese fatto di soli cinque minuti: la fatica e la stanchezza sono state tante ma il tempo ha cambiato completamente aspetto andando molto oltre al “tempo relativo”. Ma d’altronde succede questo quando si vivono momenti intensi, circondati da risate e animati da passione e cuore. 

Il Salone è tante, troppe cose, e forse non basterebbe un libro intero per descriverle tutte. In questo momento sono grata a tutte coloro che hanno creduto in me e in ciò che faccio con tutta la dedizione possibile, che mi hanno spinta a non scoraggiarmi e hanno saputo guardarmi dentro, leggendo nei miei occhi l’ardente passione che brucia per i libri e il mondo della letteratura. Mai avrei pensato di poter tornare al Salone da liceale nell’arco di nemmeno un anno, eppure sono qui a raccontare e riflettere sulla mia seconda esperienza, ringraziando tutti e un po’ anche me stessa per non avere mai mollato, neanche nei momenti di sconforto.

Chiara Fiori

 

I 900 caratteri

Cultura, passione per la lettura, amore per la letteratura, duro lavoro, tanta fatica, curiosità, divertimento, soddisfazioni, euforia, amicizia e cooperazione. Non basterebbe un libro intero per descrivere l’avventura nella redazione del Bookblog al Salone del Libro di Torino. Il mio primo Salone, a ottobre, è legato al ricordo dell’esperienza completamente nuova, all’euforia e alla magia di essere in un universo parallelo fatto solo di libri. Questa seconda esperienza invece, vissuta da tutor, mi ha insegnato a non scoraggiarmi mai, mi ha fatto realizzare quanto sia bello sognare e mi ha dimostrato quanto l’impegno e la fatica alla fine vengano riconosciuti e ripagati. Ho imparato a farmi da parte per lasciar vivere alle mie compagne la loro prima esperienza da protagoniste proprio come era stato concesso a me, ho appreso cosa porta veramente con sé la parola pazienza e ho capito cosa significa avere la responsabilità di correggere gli articoli dei bloggers alle prime armi avendo rispetto per la loro personalità e il loro stile. Ogni esperienza lascia sempre un segno e anche questa volta sono tornata a casa più arricchita e cambiata rispetto a prima, soddisfatta e orgogliosa di aver tirato fuori ed espresso nel migliore dei modi tutto l’amore per la letteratura, la scrittura e la lettura che arde dentro di me ogni giorno.

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