“Anna pensava che da qualche parte, su qualche terrazza, una ragazzina stava sognando di salire su quella nave che la stava portando via”.
Parte di una famiglia siciliana emigrata in Tunisia per inseguire un falso sogno americano, Anna è una proiezione della madre di Luca Bianchini, autore di Le ragazze di Tunisi (Mondadori, 2026).
Sullo sfondo di una Tunisi cosmopolita, divisa tra arabi, francesi e maltesi, il nucleo familiare dei Brancata vive in un’umile palazzina in cui tutti conoscono tutti. La loro quotidianità viene stravolta in due anni quando la Tunisia raggiunge l’indipendenza e il nuovo regime li costringerà a fare ritorno in Italia.
Il romanzo si snoda, fatta eccezione per il personaggio del vedovo e del padre assente, intorno alle figure femminili di Maria e delle sue tre figlie: Anna, Vitina e Pupetta. Queste ultime sono tutte ispirate alle vere relazioni familiari di Bianchini, che non ha snaturato le reali vicende biografiche, ma si è limitato a drammatizzarle per i fini narrativi del romanzo.
La struttura del testo è il prodotto di più stesure, frutto di un connubio tra l’immaginazione istintiva dell’autore e uno studio approfondito del contesto socio-culturale della Tunisi degli anni ‘60. Accompagnano le vicende di Maria una casa bianca, uno stradone impolverato e una radio sempre accesa in sottofondo, mentre una Singer batte instancabilmente i tessuti damascati, unica fonte di guadagno per lei.
Le scene descritte sono da cartolina: all’interno della casa riecheggiano molteplici voci, che alternano un francese forbito, lingua coloniale, per i commenti rispettabili ad un dialetto siciliano e un arabo più rozzi, utilizzati per i rimproveri.
Per concludere l’incontro, attraverso la lettura e il commento di alcuni passi del romanzo, è stato possibile apprezzare la piacevolezza e la scorrevolezza della scrittura di Bianchini. L’atmosfera generale dell’evento è stata intima e personale grazie alla spigliatezza dell’autore e alla genuinità della madre presente, testimone di una realtà che rischia di essere dimenticata.