Cronache, Giovedì 14 maggio 2026, Salone del Libro 2026

Quando i genitori diventano persone


Filippo Andolfatto, Greta Bianchetti

Liceo Classico Vittorio Alfieri - Torino

“Conosciamo veramente i nostri genitori?” Questo è l’interrogativo su cui si è basato l’incontro con Paolo Kessisoglu, comico, attore e per la prima volta autore, presentato dallo scrittore Paolo Di Paolo.                                        

Risponde a questo quesito nel suo romanzo “Ieri è il momento giusto” – edito Solferino,  definito da lui stesso “in movimento” perché la storia si muove sia sul piano geografico sia su quello temporale.                               

Dopo la scomparsa del padre, Federico riceve una lettera-testamento che svela i segreti della vita del genitore e gli rivela l’esistenza di un fratello mai conosciuto: Marco. In questa lettera viene definita l’ultima volontà del padre, ovvero far compiere ai due fratelli un viaggio in auto verso Lampedusa. Un invito forzato alla fratellanza e alla rivelazione. Da qui nasce un confronto serrato tra due modi opposti di vivere lo stesso lutto, dove la gelosia di Federico per il rapporto che il padre aveva con il nuovo fratello diventa il motore di una competizione silenziosa. Per Federico, il viaggio è una frattura: deve far coincidere l’immagine dell’uomo che lo ha cresciuto con quella del padre di qualcun altro, ricalibrando il proprio sguardo su tutto ciò che credeva di aver imparato.

Il tema su cui si è focalizzato maggiormente lo scrittore non è il viaggio verso Lampedusa, ma la figura controversa del padre. L’autorità genitoriale è spesso  una barriera che spesso impedisce ai figli di vedere chi si nasconde davvero dietro a quel ruolo. La vera essenza dei genitori appare spesso come un’astrazione che i protagonisti decidono di indagare solo quando è “già tardi”.

Kessisoglu ha sottolineato l’importanza di non giudicare la figura del padre, costruendo personaggi così tridimensionali e profondi da lasciare il lettore in una zona grigia, non permettendogli di etichettarli.

L’invito dell’autore è quello di conoscere i propri genitori e di guardarli non con occhi di figli adolescenti ma come persone con desideri e passioni.

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