“Corpo a corpo” (edito da Terre di Mezzo) è il primo fumetto realizzato interamente da Giovanni Scarduelli, il cui titolo racchiude l’essenza dell’opera: la relazione con gli altri e con il proprio corpo; l’accettazione della propria identità è un passaggio fondamentale ma mai semplice che ciascuno affronta durante l’adolescenza.
L’origine del libro affonda le sue radici nei ricordi d’infanzia dell’autore che, da adulto, ha sentito il bisogno di raccontare “le prime volte della vita” attraverso Martino, il protagonista del libro.
All’uscita, il primo giorno di scuola, ancora con il profumo dell’estate, Martino vede una ragazza di cui si innamora subito. E’ impacciato, timido, continuamente assillato dalla sensazione di essere inadatto. Lui frequenta il liceo classico, lei il linguistico. Lei è in quinta, lui in terza. Margherita appare più grande, più sicura, quasi irraggiungibile.
A Margherita si contrappone Camilla, compagna di classe del protagonista. Lei è diretta, schietta, non ha paura di dire ciò che pensa. Il loro rapporto funziona perché elimina la recita continua che Martino mette in scena davanti agli altri. Con Margherita lui cerca di apparire migliore, più interessante, più grande; con Camilla invece può mostrarsi vulnerabile.
Uno dei capitoli più significativi è ambientato nello spogliatoio. Martino è davanti allo specchio e osserva il proprio corpo: si sente piccolo, fragile, sbagliato. Lo specchio diventa un giudice severissimo.
Quella del protagonista è una lotta intima: egli combatte la vergogna, la paura del rifiuto, l’idea di non essere abbastanza forte, abbastanza bello o abbastanza adulto, ma suggerisce anche che crescere significa imparare ad abitare il proprio corpo senza vergognarsi.