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Testimonianze
Leggere Lolita a Teheran non è solo un romanzo. È una testimonianza. Una testimonianza di donne che, mostrando al mondo la loro realtà, rischiano tutto. Proprio grazie a queste testimonianze sappiamo cosa tuttora accade per le strade dell’Iran. Il nostro percorso è iniziato a gennaio tra le pagine dei giornali, leggendo le notizie su ciò che accadeva e che purtroppo ancora adesso succede in Iran. Si parla di manifestanti uccisi, arresti porta a porta, oppressione del genere femminile e pesante censura su film, libri, internet, televisione e molto altro. Questa prima lezione, insieme alla visione del film Persepolis di Marjane Satrapi, ci è servita per acquisire consapevolezza della situazione in Iran e per capire al meglio il libro che saremmo andati a leggere.
Dubbi
Il libro è complesso e profondo ma nonostante ciò la classe ha assimilato e capito nuovi concetti e si è posta delle domande: Quanto è pericoloso leggere libri proibiti in Iran? Come si può «vivere» in tali condizioni? Qual è la situazione politica in Iran? Come è potuto succedere che sia peggiorata la situazione interna dopo la rivoluzione? In Iran poter leggere non è scontato, ciò che noi riteniamo quotidiano per loro è una trasgressione punibile penalmente e non solo. Qualsiasi cosa che arrivi dall’Occidente è severamente proibita come musica, film e libri perché considerati contro lo Stato. Ci sono persone però che non obbediscono, si ribellano e distribuiscono la cultura proibita rischiando la pena di morte. Dopo la rivoluzione la vita del popolo è peggiorata perché nel tentativo di affermare la loro diversità dall’Occidente, i governanti hanno fatto prevalere la legge islamica sulla libertà dei cittadini.
Upsilamba!
Upsilamba è una parola creata da Nabokov nel libro Invito a una decapitazione, nata dall’unione di upsilon e lambda, due lettere dell’alfabeto greco. Azar Nafisi la usa con le sue studentesse e scrive:
«E alla fine divenne la parola che apriva la caverna segreta della memoria» .
Quante volte ci siamo ritrovati di fronte ad una situazione, un oggetto o un’emozione che non riusciamo a descrivere? Quante volte siamo rimasti senza parole? Questo libro ci ha insegnato che non bisogna sempre stare alle regole create da altri per noi.
Upsilamba è una parola inventata che prende la forma di una tela bianca per chi ne fa uso. Noi ci abbiamo provato. Per alcuni è uno strumento musicale, per altri il riverbero di luce in un bicchiere di cristallo, per altri ancora è la sensazione che si prova quando ci si sente liberi. Una semplice parola ci insegna che non c’è bisogno di conformarsi per esprimersi, la vita è nostra e scegliamo noi come viverla al meglio.
Quanto la letteratura può cambiare la società?
Questo articolo è iniziato con questa domanda e noi ci sentiamo di rispondere con una poesia scritta da un nostro compagno. Alla fine una risposta a tutte le domande non esiste, ma nel nostro piccolo possiamo trovare le risposte che ci completano. Nella vita ci sarà sempre un libro, una canzone, un film, una frase oppure anche solo un gesto che ci cambia dentro. Quella è la nostra risposta, siamo noi a decidere quanto ciò che impariamo ci possa cambiare.
Leggere (a Grugliasco) Lolita a Teheran?
Leggere Lolita a Teheran è un libro che parla di libri, come una scatola cinese.
Un’assemblea per rimanere vivi
Per parlare col silenzio dando ad ogni parola
L’importanza che ha¹.
Un libro per vedere una vita in bianco e nero
Un colore falso così falso
Che dice il vero.
Nella paura, nel rumore il calore non c’è
Ma il silenzio per pensare ci aiuta ad immaginare
Il bene al posto del male
Il colore dove c’è il grigio.
La paura fa la regina ma il silenzio la rovina
Il silenzio non infastidisce la gente
Perché a tanti dice niente,
ma per molti altri è
Il rumore del pensiero, delle idee controcorrente
La verità ritorna alla gente
E il bello della vita di nuovo presente.
¹Citazione da A. Branduardi, La parola ai mimi
Mattia P.