Laboratorio, Leggere Lolita a Teheran 2026, Un libro tante scuole

Il processo a “Il Grande Gatsby”: perché il libro rappresenta la società iraniana


Simone Milito

Liceo A. Genoino - Cava de' Tirreni

Nome Scuola

Liceo A. Genoino

Città Scuola

Cava de' Tirreni

La parte seconda del libro Leggere Lolita a Teheran si concentra su un finto processo organizzato da una professoressa e i suoi studenti, per giudicare il libro Il Grande Gatsby. Nel processo si discuteva se il libro fosse adatto o meno alla cultura Iraniana. Il primo a parlare fu Mr. Nayzi, che rappresentava l’ accusa: con la sua arringa, Nayzi criticava aspramente il libro, ritenendo fosse un perfetto esempio del sogno americano da non seguire, in quanto esaltava la ricchezza, il lusso smodato e l’adulterio. La seconda a parlare fu Zarrin, che rappresentava la difesa, dicendo che il libro poteva essere definito un «romanzo morale», in quanto riusciva a far riflettere chi leggeva. Il vero intento di Gatsby, quindi, era criticare la ricchezza e il lusso, non esaltarlo. Venne il turno della protagonista che, rappresentando il libro, sostenne che l’ opera era un «romanzo democratico», in quanto concedeva a anche ai personaggi negativi di esprimersi ed essere capiti.

Nel romanzo originale infatti, possiamo empatizzare meglio con il personaggio di Gatsby. Quest’ ultimo era considerato una persona cattiva da molti personaggi del libro a cui apparteneva, come anche Nayzi, ma nonostante questo conservava un’ immagine di se stesso a cui aspirare. In particolare Gatsby continuava a rincorrere un sogno, ovvero arrivare al compimento della sua persona e alla propria soddisfazione, che prendeva forma in Daisy. Tuttavia, ciò che rincorreva Gatsby, era pur sempre un sogno, e quindi sarebbe inevitabilmente collassato entrando in contatto con la realtà. Alla fine del romanzo Gatsby muore perché arriva a confrontarsi con la realtà, la stessa con cui non avrebbe mai potuto vivere inseguendo un sogno.

Il libro risulta una perfetta allegoria della situazione politica iraniana. La cacciata dello Scià, scopo della Rivoluzione islamica, aveva portato alla presa di potere da parte degli islamici, che però si dimostrarono in qualche modo peggio dello Scià. La Rivoluzione per gli iraniani era come il sogno di Gatsby, perché non poteva realizzarsi veramente, in quanto esisteva in un mondo grigio, cioè l’Iran. Gli studenti iraniani conservavano sempre il sogno di poter attuare una Rivoluzione, con conseguenze diverse rispetto a quelle dell’epoca, ma tale sogno era irrealizzabile, perché avrebbe dovuto confrontarsi con la società Iraniana, frammentata tra le varie ideologie politiche.

In conclusione, la letteratura può essere utilizzata da chiunque come forma di resistenza, perché permette a tutti di esprimersi e il governo Iraniano probabilmente voleva condannare «Il Grande Gatsby» non solo perché era un libro occidentale, ma anche perché era simbolo di una speranza per i cittadini che doveva essere repressa e doveva restare utopica.

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