Cronache, Salone del Libro 2026, Venerdì 15 maggio 2026

Il Novecento letterario


Federico Montrucchio, Gabriele Strambi

Liceo classico Vittorio Alfieri - Torino

Giovanni Tesio, al Salone del Libro di Torino, presentando il suo libro “Cento per cento”, propone un’analisi del Novecento letterario, un secolo contemporaneamente breve e smisuratamente aperto. Il Novecento, infatti, è un secolo che collega l’Ottocento al Duemila, facendosi interprete delle nostre vite, del nostro tempo. Secondo l’autore la letteratura non solo raccoglie i frammenti dell’esistenza, ma li trasfigura e si trasforma, adempiendo il cruciale compito di dare un senso al caos.

Tesio si sofferma in particolare su questo aspetto della vita, interpretato come salvifico dalla cosiddetta “formuletta consolatoria” e come liberatorio, perché ci apre nei confronti del mondo, che è sostanzialmente caotico.

All’interno di questa riflessione un’altra tematica trattata è quella circa i classici, ovvero quei libri che “non si leggono, ma si rileggono” come afferma Calvino, capaci di attraversare il tempo. Un classico è un testo di cui “ogni rigo è profitto”, dice Caterina Campo, poiché ogni parola scritta introietta nel lettore la necessità di riflettere, di fare i conti con se stesso e con il mondo.

Se Pirandello e Svevo restano i capisaldi, Tesio riconosce nella sua formazione l’importanza degli scritti di Calvino e Levi, autori capaci di parlare ancora al presente. La letteratura autentica spiazza sempre il lettore, lo riguarda da vicino, ma allo stesso tempo lo sorprende con qualcosa di inatteso. Per questo Tesio non misura il valore di un libro solo in base alla perfezione formale o al canone dei “capolavori”. Anche opere considerate minori possono essere vera letteratura se possiedono emotività e capacità di interpretare la vita. La letteratura resta viva proprio perché non smette mai di interrogare il lettore.

Il Novecento letterario non è un capitolo chiuso della storia, un granitico volume che resta impolverato nelle librerie, ma uno spazio aperto dove autore e lettore possono sempre dialogare. Che si tratti di pilastri indiscussi, di grandi riscoperte o di opere ingiustamente considerate minori, la vera forza di un libro risiede nella sua capacità di spiazzarci.

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