oplus_0
Salone del Libro 2026, Venerdì 15 maggio 2026

La donna è l’alpha e l’omega


Gabriele Abu Kana, Sara Pancaldi

Liceo Ludovico Ariosto - Ferrara

“La donna in Grecia ti partorisce e ti seppellisce: accompagna la vita umana dall’alfa all’omega”. Questo è ciò che vuole trasmettere “Donne di Grecia” (Rizzoli, 2026) di Giulio Guidorizzi, presentato il 15 maggio al Salone del Libro di Torino, con il supporto delle professoresse Silvia Giorcelli e Chiara Lombardi. Il testo è costituito da una serie di racconti che, con la rielaborazione poetica di Guidorizzi, individuano un fil rouge che sembra unire l’esperienza femminile nell’antichità a quella contemporanea: non esiste la letteratura senza le donne. Infatti, a scrivere di donne erano quasi sempre uomini, portati dunque a rappresentarle come altro da sé, un oltre misterioso e accattivante. 

Com’è possibile spiegare il contrasto tra questa funzione così fondamentale delle immagini femminili e una produzione letteraria così a loro. avversa nella classicità? Il divario nasce, secondo l’autore, con l’avvento dell’agricoltura: da una società nomade, in cui anche le madri-guerriere potevano e dovevano difendere il nucleo familiare, si passò ad una stanziale, per la quale le madri furono costrette a diventare protettrici del focolare e del sostentamento familiare. Semonide, attraverso una satira piuttosto aggressiva, descrive i tratti più negativi di queste “nuove” donne,  paragonandole ad animali. Il poeta greco è l’unico personaggio maschile inserito nella narrazione, costellata altrimenti da dee, Muse, Baccanti, personaggi mitici e storici. Questa scelta autoriale fa trasparire quella che può essere interpretata come la tesi del libro, ovvero che solo tramite lo studio delle donne si può conoscere a fondo la struttura di una società nel suo complesso. 

Per concludere, è giusto affiancare alla filologia dei testi antichi l’ermeneutica, ossia la loro critica storico-letteraria, per ricostruire il contesto culturale in cui sono stati composti al fine di scovare gli elementi comuni al sentire moderno. Ad esempio, la Penelope descritta da Guidorizzi dà sfogo anche “alle necessità spirituali e culturali contemporanee”, dal momento che attiva una rete di ancelle per controllare i Proci, facendo sua quella metis che fino a quel momento era sempre stata propria di Odisseo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *