3 ottobre 2026, Cronache, Internazionale Ferrara 2026

UNA GUIDA INSOLITA: LA BAKOTA NASCOSTA


Matilde Malinverni e Alessandro Zanini

Liceo Ariosto e Liceo Alfieri - Ferrara e Torino

E se non avessimo bisogno di una semplice guida turistica, ma di una guida di “NonTurismo” per goderci a pieno un paese?

Federico Bomba, Wu Ming 2, Anna Romandash e Robin Alysha Clemens ci insegnano proprio questo: nasce tutto quando Bomba scopre in una iniziativa nata negli anni 90 in cui una semplice rivista turistica si rivela essere un manuale di sopravvivenza.

Da qui fonda Sineglossa, un centro di ricerca culturale internazionale che si occupa di creare ecosistemi fisici e digitali in cui artisti, scienziate, imprenditrici, politici e intelligenze artificiali collaborano a produrre sviluppo economico e sociale, e ha come obiettivo, tra le altre cose,  quello di raccontare le storie di comunità in crisi.

Si imbattono nella storia di Andrej e Alina, due artisti che fondano il centro “HUB” all’interno di una scuola dismessa, dove veterani e artisti dal 2022 vengono ospitati per avere un luogo sicuro. Ed è proprio tramite le storie di queste persone che nasce l’idea di creare “Bakota: A Portal to Ukraine”, Sineglossa 2026, una guida “NonTuristica” in cui i racconti degli autoctoni si intrecciano con il racconto di un paesino lontano dal fronte che resta inevitabilmente influenzato dalla guerra.

Bakota, al confine tra Ucraina e Moldavia, dove passa il fiume Dnestr, è descritta dagli autori come un “piccolo angolo di Paradiso”, ma la gente del posto descrive il paese come un luogo come gli altri, senza niente di speciale.

La Romandash ricorda che quando è andata per la prima volta a Bakota le persone erano stupite della sua presenza, mentre lei si è subito resa conto della ricchezza del posto: da alberi da frutto di cui non conoscevano il valore, a storie di vita quotidiana  che evidenziavano una storia spesso taciuta. 

La storia di questo paese si ricollega alla storia di tutta l’Ucraina, e si riflette allo stesso modo sulla Romandash, che racconta di come abbia conosciuto da poco le sue origini evidenziando come in tutto lo stato si sia subita una “censura culturale”, ciò ha manifestato una recente presa di coscienza di una propria identità personale e internazionale.

Così anche la Clemens è rimasta affascinata dal concetto che gli ucraini hanno di casa anche quando quella casa materialmente non esiste più.

E dal 2016 continua a tornare nel paese per scoprire i racconti nascosti di una terra ancora troppo inesplorata.

E’ proprio questo che viene racchiuso in un libro all’apparenza semplice, ma che in realtà racchiude anni di studi, centinaia di storie, secoli di storia passati in secondo piano e racconti di un territorio sempre considerato marginale.

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