2 ottobre 2026, Cronache, Internazionale Ferrara 2026

La guerra diventata ninna nanna


Massarenti Lisa, Solomita Sofia

Liceo Ariosto e Liceo Alfieri - Ferrara, Torino

“I’m just too tired to care”, queste sono le parole di Anna Romanadash, giornalista Ucraina intervistata da Andrea Pipino durante un incontro di Internazionale a Ferrara 2026, tenutosi il 2 Ottobre. Il punto di vista della giornalista è stato messo a confronto con quello dell’inviato del “Guardian” Lorenzo Tondo, offrendoci così la possibilità di vedere due diversi modi di vivere la guerra in Ucraina. La frase riportata ha dietro dietro di sé una riflessione molto più profonda di quanto si possa pensare: l’ospite racconta di come i cittadini ucraini vivano i bombardamenti, che sono così frequenti da portare la popolazione a non interessarsi più del proprio destino. Questo argomento è stato toccato anche da Tondo, che avendo vissuto a Charkiv, proprio come la Romanadash, in quanto inviato al fronte di guerra, è stato un testimone dei bombardamenti. Ha confermato infatti che “Ci si abitua a tutto, anche alla guerra e i bombardamenti diventano una ninna nanna, quasi come un rumore bianco”.

L’incontro continua riflettendo su come in particolare i ragazzi e le donne stiano reagendo alla guerra:

Secondo alcuni studi, i ragazzi ucraini passano tre o quattro mesi all’anno sottoterra a causa degli allarmi, motivo per cui sono state costruite circa 100 scuole nelle metropolitane o nei seminterrati; inoltre durante alcune interviste è emerso il fatto che sono più preoccupati di perdere delle persone amate o la loro nazione, piuttosto che la propria vita. Riguardo alle donne invece, è stato citato il caso di una dottoressa dell’esercito ucraino, che dopo essersi svegliata dal coma ha scoperto che il fratello, filo-russo, aveva rapito sua figlia e l’aveva portata in Russia, dove non poteva nemmeno entrare.

In seguito è stato affrontato il ruolo dei giornalisti nelle zone di guerra dove, secondo entrambi gli ospiti, i giornalisti internazionali sono privilegiati rispetto a quelli locali, tanto che Tondo arriva a dire:”Gli occhi dei giornalisti occidentali sono occhi privilegiati, perché veniamo considerati più imparziali, ed è frustante per i giornalisti locali”.

Ricollegandosi alle parole del collega, Romanadash ricorda Viktorija Rošĉyna, giornalista ucraina torturata e uccisa in un carcere russo, dopo essere riuscita ad entrare in un territorio occupato.

Verso la fine della conferenza è stato dato spazio alla questione della lingua: lei ci spiega che, nonostante il russo sia la lingua della minoranza, è sempre stata il simbolo del potere, motivo per cui è ben conosciuta dalla maggioranza

In conclusione è stata posta una domanda dal pubblico: “Qual è lo spirito della popolazione ucraina che è in procinto ad affrontare un altro inverno?”. La risposta è stata rassegnata ma precisa: ci saranno dei black out ad intermittenza nei quartieri, affinché tutti abbiano l’elettricità almeno una volta al giorno. Ma come sta reagendo la popolazione? Con il Black Humor::”Anche la peggiore situazione che si può immaginare del proprio paese èsempre meglio che non avere un paese”.

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