Cronache, Salone del Libro 2023

Siamo come scintille


Maria Faudella (2H)

IC Peyron - Torino

“Social e poesia”, due mondi che potrebbero sembrare molto lontani, ma che Luigi Garlando nel libro “Siamo come Scintille“, Rizzoli, ha voluto unire. Ha scelto i social perché ha pensato al periodo della pandemia, dove i ragazzi comunicavano solo attraverso essi. E ha scelto anche la poesia perché l’autore ha un buon rapporto con essa e, secondo lui, dai ragazzi viene utilizzata per esprimersi e conoscersi meglio.

Il libro descrive l’incontro tra Andrea, una ragazza che si fa chiamare Scià (da Shadow, “ombra”) ed ha trovato la sua identità nei social poiché li usa per pubblicare poesie, e uno scrittore cinquantacinquenne, di nome Gregorio, che aveva scritto solo un solo libro di grandissimo successo.

I due protagonisti si influenzano a vicenda e tra loro nasce un’amicizia speciale e insieme partono per un tour a tappe: dalla spiaggia alla casa di Giacomo Leopardi.

Garlando ha deciso di dare questo titolo al libro perché la parola “Scintille” compariva nei versi di una famosa poetessa, di nome Marina Cvetaeva e perché le scintille rispecchiano proprio lo spirito di Scià, ma anche le emozioni e i sentimenti che provano i due protagonisti nel loro tour. Scià si faceva chiamare “ragazza ombra” perché pensava solo ai social e ai follower, ma grazie al suo amico Greg e al suo tour, riesce a conoscere il mondo reale. Per scoprire come finirà la storia, dovrete leggere il libro.

All’incontro erano presenti i ragazzi di un gruppo di lettura  di Asti, “Gli Acchiappalibri”: si riuniscono circa due volte al mese in biblioteca e parlano dei libri letti o di quelli che magari non hanno capito. Hanno fatto molte domande all’autore, rendendo così particolarmente vivace l’incontro.

 Garlando vive la scrittura come se fosse un gioco,  è divertente infatti  immedesimarsi nei vari personaggi, oppure in una sola vita, o ancora avere la possibilità di viverne molte.

Come si è appassionato della lettura? chiedono dal pubblico. Garlando fino al liceo non è stato un lettore, ma nelle vacanze estive un professore gli aveva proposto “Non sparate sui narcisi” di Luigi Santucci, un libro di cui poi si è innamorato. Successivamente ha iniziato a scrivere e pubblicare e ogni volta ne spediva una copia al suo professore di Lettere del liceo che lo aveva fatto innamorare della lettura e lui gli rispondeva puntualmente: “ma come hai fatto a diventare uno scrittore? I tuoi temi erano orribili“. 

Infine ci ha salutato con questo consiglio: “Per appassionarsi alla lettura bisogna cercare nelle librerie, da amici o nelle biblioteche, fino a quando non si trova il libro ideale, quello che ti fa innamorare, come è successo a me”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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