Lorena Canottiere, Andrea Serio e Lorenzo Palloni hanno tenuto un incontro sull’arte del fumetto, raccontandoci le loro esperienze lavorative e le loro opinioni sul ruolo del fumetto. Questo è un mezzo che ha la capacità di parlare con due strumenti, parole e immagini. L’oggetto principale dell’incontro era La Revue, rivista giornalistica francese a fumetti importata in Italia . Gli ospiti affermano che questo stile ti consente e, in un certo senso, ti obbliga a rallentare: in questo modo abbiamo la possibilità di soffermarci sugli eventi narrati, contrariamente a come oggi queste “corrono” su internet.
La caratteristica principale del fumetto è infatti la lentezza della sua creazione; gli autori ci spiegano che per ogni storia dell’ultimo volume della rivista, bisogna dedicarci almeno 9 mesi o, in alcuni casi, 1 anno intero.
Lorena Canottieri ci fa entrare nel suo mondo di illustratrice e fumettista “Con il fumetto non racconti una sola storia, ma in ognuna di queste ci sono svariate sotto-narrazioni che si vanno ad intrecciare attraverso dialoghi e scenografie”. Ad esempio si possono mostrare luoghi che altrimenti non si potrebbero raccontare, come nel caso del Sudan, Paese in cui non è possibile divulgare notizie per mezzo di interviste e video, ma è invece ‘raccontabile’ attraverso i disegni dei fumetti.
È importante ricordare che le storie raccontate in La Revue riguardano argomenti di cui non si parla da nessuna parte, soprattutto non all’interno dei social media, dove molti di noi sono soliti informarsi. Come politica della pubblicazione, riportano notizie che spesso vengono tralasciate dai giornali principali, ma che restano altrettanto importanti.
Infine, dopo averci delineato il percorso delle loro carriere, il loro approccio a ogni nuovo lavoro, e la loro esperienza come insegnanti, Lorena Canottiere conclude: “Il fumetto è un medium attivo perché ha bisogno di tanto tempo e di un suo ritmo, grazie anche alla possibilità che ha il lettore di tornare indietro, a differenza che in un film al cinema, diventando quindi autore della sua lettura. Il giornalismo a fumetti invece risulta come una sorta di attivismo che potrebbe cambiare il mondo. È questa la peculiarità che l’ha portato a tanto successo.”