di RedazioneScuoleSalTo2026
Simone Xhafaj e Niccolò Cartello
IC Peyron - Torino
Questa mattina, lunedì 18 maggio, abbiamo assistito ad un incontro, moderato da Eros Miari, con l’autore spagnolo Eloy Moreno che presentava il libro Reti (Mondadori). Il cuore dell’incontro è una domanda semplice ma scomoda: stiamo scambiando la nostra felicità reale per quella misurabile in like, visualizzazioni e condivisioni?
Reti racconta come i social ci facciano sentire sempre collegati, ma spesso più soli di prima. L’autore porta esempi di ragazzi che hanno centinaia di follower e zero persone con cui parlare davvero nella vita reale quando stanno male. Il punto non è abolire i social o considerarli un male, ma capire quando la rete smette di essere uno strumento e diventa la realtà principale.
Il titolo è provocatorio: se la tua giornata è andata bene solo perché hai preso tanti like, allora il tuo benessere dipende da un algoritmo. Moreno e Miari discutono di come l’approvazione esterna stia sostituendo l’autostima interna, soprattutto tra gli adolescenti, ma non solo.
Le reti digitali sono orizzontali, veloci, fragili. Le reti reali – amicizia, famiglia, comunità – sono più lente da costruire ma reggono quando crolla tutto il resto. L’incontro mette a confronto queste due idee e ci invita ad usare i social in maniera più consapevole e ad approfondire le relazioni umane.