“Quando le stirpi mortali stavano per venire alla luce, gli dei ordinarono a Prometeo ed Epimeteo di distribuire opportunamente le facoltà naturali. Epimeteo, iniziò a distribuirle. Ma non si rivelò bravo fino in fondo e il genere umano rimase senza mezzi di sopravvivenza, Prometeo quindi rubò a Efesto e ad Atena la perizia tecnica e il fuoco [...].
[...] Zeus Inviò Ermes per portare agli uomini rispetto e giustizia, fondamenti dell’ordine delle città e fece in modo che tutti ne fossero partecipi; infatti non esisterebbero città senza di esse”.
(Platone, Protagora, 320 C – 324 A)
Così ha iniziato la conferenza la dottoressa Laura Pepe, docente di diritto romano e greco alla statale di Milano, dialogando con L’onorevole Michela Marzano, filosofa e scrittrice.
Laura Pepe prende la parola spiegando che l’uomo è un animale politico e che deve vivere in una società per trovare il suo scopo. Per i greci la società diventa la Polis e tutto ciò che ne è al di fuori è o una bestia o una divinità. La convivenza nella polis non può però esistere senza il conflitto, poiché esso stesso è una delle basi della democrazia.
Michela Marzano parla inoltre di come l’alterità all’epoca fosse ben definita, grazie anche ai termini “barbaros” (lo straniero che non può dare niente) e “xenos” (lo straniero che può essere utile e con cui si può dialogare). Al giorno d’oggi invece suddetta alterità è qualcosa di molto difficile da definire.
Pepe e Marzano inoltre sostengono che il conflitto dovrebbe animare la democrazia: ciò al giorno d’oggi è molto difficile poiché si tende a non ascoltare più e a rispondere con prepotenza (esempio moderno di Ubris). Questo preoccupa le due autrici perché quando non si accetta il conflitto nascono le guerre.
Inoltre durante la conclusione della conferenza Marzano discute con un’insegnate fra il pubblico, la quale aveva precedentemente ripreso uno dei suoi allievi che stava arrecando disturbo: da qui è nato un dialogo tra le due sul metodo di ascolto e insegnamento.