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Nel libro Leggere Lolita a Teheran secondo me emerge un’idea della lettura che ha il potere non solo di aiutare a sviluppare l’immaginazione, ma, soprattutto in situazioni come quella della Repubblica Islamica in Iran, dove si tenta di limitare l’identità e la libertà personale, di aiutare le persone ad evadere, a cambiare la loro realtà e a comprendersi. Molti potrebbero pensare che una tale visione della letteratura sia obsoleta e che con l’avvento di internet la lettura abbia perso potere. Non sono molto d’accordo con questa affermazione. Infatti, nel corso dei miei pochi anni di vita, mi sono resa conto di come internet non sia in contrasto con i libri ma di come questi due modi siano profondamente legati. Nel web si possono, per l’appunto, leggere libri, condividere opinioni e rendersi conto delle diverse prospettive e culture. Ed è ciò di cui la Nafisi e le sue studentesse si occupano durante i loro incontri del giovedì. Quindi la tecnologia non ha tolto qualcosa alla letteratura ma ne ha solo modificato le modalità di diffusione. Come lettrice mi è capitato molte volte di leggere libri consigliati in rete o di leggere finali alternativi o sequel inventati dai fan.
La lettura del libro ha rafforzato in me l’idea che la letteratura possa influenzare la vita delle persone, aiutandole a comprendere se stesse e dando loro l’opportunità di cambiare, in ogni contesto, dall’Iran all’Italia, all’infosfera on life.