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Laboratorio, Leggere Lolita a Teheran 2026, Un libro tante scuole

Pagine di libertà contro ogni censura


Classe 4H

Liceo scientifico A. Messedaglia - Verona

Nome Scuola

Liceo scientifico A. Messedaglia

Città Scuola

Verona

Leggere non è un obbligo o un dovere scolastico, ma un atto di libertà che nasce da un bisogno profondo e intimo. È il tentativo di sottrarsi, anche solo per qualche ora, allo sguardo di un «censore cieco» che può controllare i tuoi gesti, ma resta cieco, impotente davanti ai tuoi pensieri. Nelle pagine di un libro trovi un piccolo spazio tutto tuo, un rifugio dove non devi dare spiegazioni a nessuno e dove puoi finalmente deporre il peso delle aspettative altrui per essere semplicemente te stesso.

All’interno del libro Leggere Lolita a Teheran il momento della lettura diventa perfino una questione di sopravvivenza: mentre fuori il regime costringe al silenzio e all’ubbidienza, il salotto della professoressa Nafisi diventa un rifugio segreto. È lì che le sette ragazze iraniane, liberate dalle imposizioni del potere, ritrovano se stesse e sprigionano quella scintilla di vita interiore che nessuna legge, nessun decreto, nessuna violenza potranno mai spegnere. 

In Italia non abbiamo un regime, come in Iran, che censura e impone divieti espliciti, eppure si crea una dinamica, altrettanto invasiva, che agisce in maniera più sottile, subdola e indiretta: la pressione sociale, la necessità di mostrare un’immagine sempre performante e perfetta finiscono per nascondere una parte di noi, limitare la nostra libertà, condizionare il nostro pensiero. In una società che impone l’omologazione, che fa della standardizzazione la propria legge non scritta, in una società dove tutto ciò che si discosta dal canone e dagli stereotipi consolidatisi nel tempo viene visto non con curiosità e interesse, ma al contrario con diffidenza e paura, la lettura può rappresentare uno spazio di libertà unico per conservare la propria individualità e soggettività. I libri non impongono dogmi, credenze precise, i libri non conoscono censura, ma al contrario, attraverso il confronto con molteplici punti di vista, permettono  di riflettere, di interrogarci su noi stessi, di costruire in maniera autonoma e attiva un nostro pensiero, un nostro sguardo sul mondo.

In una realtà, dunque, che spesso ci chiede di essere qualcosa di già definito, leggere resta uno dei pochi gesti autenticamente nostri, diventa mezzo di espressione della nostra inviolabile interiorità, di un’esistenza che va oltre ciò che un regime o una società ordina noi di fare.

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