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Abbiamo organizzato un’attività di promozione alla lettura e di Educazione Civica per la classe parallela alla nostra, la 3B, a partire dal romanzo Leggere Lolita a Teheran.
L’epoca in cui viviamo è teatro di controversie e tempeste mediatiche che coinvolgono cosa l’opinione pubblica ritenga giusto o sbagliato diffondere e sostenere. La risposta storica a tale quesito è spesso stata la censura, che ha coinvolto le istituzioni fin dai tempi antichi. Pur passando dall’inquisizione alla globalizzazione, il mezzo non è mai morto e anzi, è tuttora usato ampiamente; in molti paesi come gli USA si possono contare decine di migliaia di libri rimossi da scuole e biblioteche. In casi più estremi possono diventare causa di persecuzione e violenza da parte delle istituzioni stesse. In Iran, il possesso di libri ritenuti sovversivi può portare alla detenzione a vita se non, per contenuti classificati come apostati, la pena capitale. Si stima che il 15% dei 290.000 detenuti presenti sia incriminato proprio alla base di tali accuse. In risposta a questo sono esplose proteste diffuse che mirano a difendere l’integrità di tali contenuti, premendo sull’importanza della libertà d’espressione. Gli attriti presenti fra popolazione e governo non sono cosa nuova nel paese, essendo di fatto causa di recenti e attive proteste.
La censura in Leggere Lolita a Teheran riguarda non solo il divieto esplicito di leggere, ma ciò che mette in crisi un sistema imposto di valori; libri come Lolita e Il Grande Gatsby, che offrono uno sguardo alternativo sulla realtà, o romanzi come Daisy Miller e Washington Square, che mettono al centro la libertà individuale, in particolare femminile, contrastano le ideologie del regime. La censura tenta quindi di limitare l’immaginazione e impedire l’identificarsi in vite diverse dalla propria. La lettura clandestina diventa uno spazio di libertà interiore, e in questo modo i libri acquistano ancora maggiore forza. È proprio la censura a rivelare il potere della letteratura: se dei libri sono ritenuti pericolosi per il regime, significa che fanno riflettere e rendono così le vite meno controllabili.
Abbiamo presentato dunque alla classe destinataria del nostro lavoro due attività ispirate dalla lettura del romanzo Leggere Lolita a Teheran, che mirano a presentare le varie sfaccettature e i confini del fenomeno: la prima è un Kahoot con domande sulla censura riguardanti sia il passato che il presente; per la seconda attività abbiamo stilato una lista di libri, alcuni dei quali sono censurati negli USA e altri invece no, così come per l’Iran: il gioco consiste nell’indovinare se un libro è censurato oppure no.