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Come si dà forma e colore alla memoria, alla libertà perduta e all’oppressione? Noi alunne e alunni della classe 4U, guidati dalla professoressa Federica Simonetti nel Laboratorio della Figurazione, abbiamo cercato la nostra risposta attraverso l’arte.
Nell’ambito del progetto Un libro tante scuole 2026, la lettura di Leggere Lolita a Teheran ci ha ispirato a realizzare un leporello a tecnica mista, concepito per ospitare una narrazione visiva continua e sdoppiata. La particolarità della nostra opera è la sua doppia chiave di lettura: il libro a fisarmonica può essere esplorato sia dal fronte che dal retro, mettendo in scena un dialogo visivo tra due epoche e due realtà contrapposte.
Da un lato raccontiamo la Teheran prima della dittatura: un passato rievocato attraverso l’uso di colori tenui e a basso contrasto, che restituiscono un’atmosfera sospesa, quasi nostalgica e ricca di sfumature. Girando l’opera, ci si scontra con l’epoca della dittatura odierna: qui la tecnica cambia registro e i colori diventano netti, crudi e ad alto contrasto, per restituire visivamente la rigidità, le imposizioni e i confini del regime. Un viaggio artistico per non dimenticare, dove il prima e il dopo si voltano letteralmente le spalle, ma restano uniti sulla stessa carta.
https://drive.google.com/file/d/1fl-zVKX0IarcOwbSQG_iU2VZZiY1Gj8g/view