Nella terza giornata del Salone Internazionale del Libro, dopo due giorni in cui la pioggia ha regnato, sotto un cielo soleggiato e libero da nuvole, ha avuto luogo l’incontro con la celebre scrittrice Valeria Parrella.
C’è un’energia pulita, quasi furente, che attraversa i secoli e che unisce i giovani di ogni epoca quando scendono in piazza o semplicemente restano fermi, a difendere le proprie idee. È questa forza che Valeria Parrella ha voluto catturare nel suo ultimo romanzo, La ragazzina di Narratori Feltrinelli. Al centro del libro c’è una delle figure più iconiche e al contempo fraintese della storia occidentale: Giovanna d’Arco. Una figura che l’autrice spoglia dal mito polveroso per restituirle la sua dimensione più autentica e dimenticata, quella di una giovanissima donna di appena diciannove anni.
Il legame profondo tra passato e presente è evidente già a partire dallo sguardo perso di Lucky Sturm, modella del Colorado, scelta per la copertina del romanzo, fotografata da un artista milanese, con un piercing al sopracciglio: un’immagine che non si limita a guardare, ma vede oltre. Parrella ha lavorato leggendo gli atti originali del processo e da quelle carte ha estratto una verità amara: la volevano bruciare a prescindere, senza fare attenzione a cosa rispondeva, come se la sua voce non importasse a nessuno. Pur rispettando la cronologia storica, la scrittrice si concentra sull’infanzia e sugli aspetti meno noti di Giovanna, aggiungendovi la propria sensibilità per adattarli a dinamiche che stanno accadendo proprio adesso, in un mondo che, oggi come allora, va a caccia di streghe.
Definito dall’autrice come un romanzo con una forte sfumatura civile, il libro colpisce per la sua “brevità affilata” e si fa portatore di un messaggio politico profondo: mettersi di traverso di fronte alle ingiustizie può farti perdere nell’immediato, ma è una sconfitta solo apparente. Giovanna ha perso la vita sul rogo, eppure a distanza di secoli siamo ancora qui a parlare di lei. Questo significa vincere anche quando si perde, un concetto che risuona con forza nel panorama della letteratura italiana contemporanea, capace ancora di dialogare con la storia universale per parlare al cuore del nostro presente.