Il romanzo “Tre dita” edito da uovonero, è stato presentato oggi alla Sala Bronzo del Salone del libro 2026 da Massimo Canuti, che ci fa conoscere subito il protagonista, Nado, suo padre. Vissuto durante la seconda guerra mondiale era soprannominato “Bomba” a causa di un evento accaduto in un campo da calcio: una bomba, che aveva scambiato per un giocattolo, gli scoppiò tra le mani, portandogli via sette dita. Riuscì miracolosamente a sopravvivere grazie all’intervento di un soldato tedesco che, giusto in tempo, lo portò in ospedale salvandogli la vita. Nado aveva 11 anni e da allora la sua vita cambiò completamente. Nonostante questo, egli è diventato uno scultore famoso ed è ancora in vita: oggi ha 97 anni e gode di buona salute. L’autore ha sentito la necessità di scrivere questo libro dopo aver conosciuto la storia di forza e di coraggio di suo padre. Inoltre, Canuti vuole che il racconto di “Tre dita” sia un insegnamento per tutti a non lasciarsi abbattere dagli eventi negativi, ma a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.