Cronache, Ferrara 18 settembre 2022, Festa del Libro Ebraico 2022

La creatività della lingua


Sara Bonora e Chiara Flori, Liceo L.Ariosto, Ferrara


Cosa si ottiene osservando Primo Levi attraverso lo sguardo della generazione dei “suoi nipoti”? Questa la domanda da cui inizia l’intervista a Pietro Scarnera, autore de Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi, e Fabrizio Franceschini, autore de Il chimico libertino: Primo Levi e la Babele del Lager, moderata dalla giornalista Caterina Doglio in occasione della Festa del Libro Ebraico, al MEIS di Ferrara. Fin dalle prime opere, Primo Levi si rivolge a chi verrà dopo di lui cercando di far comprendere le atrocità vissute in prima persona, anche di fronte ad una possibile incredulità del suo pubblico.

Così i due intervistati decidono, ancora una volta, di narrare alle nuove generazioni, in due modi estremamente differenti, la genesi dell’impegno di scrittore di Primo Levi. La graphic novel Una stella tranquilla. Ritratto sentimentale di Primo Levi è la descrizione per immagini dei quarant’anni successivi alla deportazione ad Auschwitz e Birkenau dello scrittore torinese; mentre Il chimico libertino: Primo Levi e la Babele del Lager è un’analisi dettagliata di una delle principali passioni del protagonista: la linguistica.

Termini chiave dell’incontro sono stati “detective” e “collezionista“: ne Il sistema periodico l’autore raccoglie lemmi del piemontese giudaico e di tutti gli idiomi con cui è entrato in contatto all’interno dei Lager. Le parole acquistano vita al pari dei personaggi, raccontando e mostrando diverse realtà, rivelando una gerarchia delle lingue e dei nomi all’interno dei campi di concentramento. Sarà poi il suo spirito investigativo a segnare un momento chiave per lui nel riappropriarsi della sua identità: invitato a controllare un lotto di vernice difettosa, scoverà il problema nella errata interpretazione del linguaggio chimico.

E nonostante Levi abbia sperimentato il significato di lavoro oppressivo e disumanizzante, lo ha sempre ritenuto, come sottolinea in La chiave a stella, un valido strumento per esprimere libertà linguistica e sociale. È cercando di comprendere l’incomprensibile che lo scrittore ci dimostra l’esistenza di vie per la difesa di sé stessi e la liberazione.

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