Diventare sudditi o essere sovrani? Questo è il dilemma che l’Europa deve affrontare e che ha sempre meno tempo per risolvere. Sulla questione si sono concentrate le interviste condotte da Lorenzo Marsili, filosofo e attivista politico, e Alessandro Valera, consulente organizzativo, presso il Teatro Comunale venerdì 2 ottobre nell’ambito del Festival Internazionale di Ferrara. A rispondere alle loro domande Xiaoyu Lu, professore ed esperto in geopolitica cinese, Olivia Lazard, climatologa francese e Francesca Bria, economista.
“I parlamentari europei si illudono di poter battere tre potenze mondiali come Russia, USA e Cina, perché credono che dopo la Seconda Guerra Mondiale l’Europa sia rimasta ancora un continente dominante” afferma Xiaoyu Lu, sostenendo poi che si trovi in una situazione geopolitica ed economica scomoda stretta tra Usa e Cina da pressioni commerciali e da sfide energetiche.
Ma cosa deve fare il Vecchio Continente per uscire da questa crisi? La risposta di Xiaoyu Lu è chiara: “Bisogna fare in modo che i paesi europei abbiano rapporti commerciali con altre potenze con cui spesso non si fanno affari. Tenendo aperti più canali di comunicazione, si può bilanciare lo strapotere estero.”
Interviene in seguito Olivia Lazard, la quale asserisce: “Abbiamo perso la capacità di adattamento e abbiamo iniziato a dipendere da altri paesi, anche a livello energetico rispetto al quale nessuno è realmente indipendente.” Secondo lei inoltre l’Europa, essendo alquanto arretrata riguardo alla lavorazione e allo sfruttamento di materie prime, dovrebbe allacciare rapporti più stretti con le cosiddette “medie potenze” in modo tale da ottenere posizioni economiche di forza . Potrebbe così essere presente nelle filiere di minerali critici per la produzione di batterie al litio per la costruzione delle sempre più diffuse auto elettriche.
Questa conferenza serale si è conclusa con l’intervento di Francesca Bria che si è espressa su un tema tanto delicato quanto attuale: il rapporto tra le “Big Tech” americane e la politica, passando poi per il pericoloso utilizzo dei dati degli utenti nelle nuove tecnologie. Infatti, come dice l’economista italiana: “La democrazia costituzionale americana sta diventando sempre di più dipendente da miliardari che influenzano la forma di governo e le cui tecnologie vengono utilizzate in guerra.” Inoltre, sostiene che “Ormai i nostri dati vengono trattati da varie multinazionali americane: siamo in un’emergenza.” A fronte di queste dichiarazioni la domanda sorge spontanea: come possiamo giungere alla “sovranità tecnologica” in un lasso di tempo relativamente breve? Secondo Bria “La soluzione non è utilizzare tecnologia cinese. Bisognerebbe produrre e investire in Europa, come si è fatto con il data center in Emilia Romagna, nella provincia di Bologna così da non affidarci ad un ristretto gruppo di miliardari che influenzano le politiche del Pentagono.”