3 ottobre 2026, Cronache, Internazionale Ferrara 2026

Il paradosso europeo: cerchiamo lavoratori ma ostacoliamo i talenti


Vittoria Farruggia e Giovanna Grata

Liceo L. Ariosto e Liceo Alfieri - Ferrara e Torino

Perché un’Italia in pieno “inverno demografico” e con fabbriche in affanno continua a trattare la forza lavoro di cui ha bisogno come una perenne emergenza? È da questo interrogativo che comincia la riflessione emersa oggi, sabato 3 ottobre, all’Ex Teatro Verdi di Ferrara, dove si è tenuta la conferenza “Le frontiere del lavoro” al Festival di Internazionale. A moderare l’incontro è stato Massimo Gaudina della European Training Foundation, che ha subito offerto uno sguardo europeo dell’argomento: tre PMI (piccole e medie imprese) europee su quattro non riescono a trovare personale, inoltre da qui al 2034 l’Europa rischia di trovarsi senza un milione di operatori sanitari.

Al tavolo dei relatori si sono poi alternati Nicola Pasini, segretario generale della Fondazione ISMU, Stefania Guida, rappresentante dell’organizzazione Talent Beyond Boundaries, e Mariangela Paone, giornalista e scrittrice residente in Spagna. Pasini ha posto la questione della realtà italiana, dove gli stranieri rappresentano l’11% della forza lavoro ma restano schiacciati in una forte segregazione professionale. Il punto centrale del suo intervento ha toccato le “distorsioni lavorative”: l’ingegnere straniero deve poter esercitare la propria professione, non essere relegato ai lavori meno abbienti una volta arrivato in un altro stato. Sono infatti quattro i settori più frequentati dagli immigrati: costruzione, agricoltura, turismo, servizi alla persona. Questo problema parte però dal riconoscimento dei titoli di studio, che in Italia richiedono fino a due anni, e dalla politicizzazione del tema. Così facendo si perdono “talenti” per il solo fatto che cambiano paese, perché sono estranei ad uno stato.

Il tema delle competenze e delle barriere burocratiche è stato approfondito da Stefania Guida, che ha illustrato l’esperienza dei “corridoi lavorativi guidati” da Talent Beyond Boundaries attraverso il “catalogo dei talenti”, strumento che permette agli utenti, iscrivendosi, di richiedere lavoro in un determinato ambiente. Grazie a questo sistema le opportunità sarebbero maggiori e permetterebbero ingaggi dall’estero con contratto formale, alloggio e formazione. Senza questo si riportano casi concreti di infermieri e professionisti qualificati che rimangono bloccati per mesi a causa dell’impossibilità di controllare i documenti o per il mancato dialogo tra ministeri ed albi professionali.

Mariangela Paone ha portato invece la lente sul modello spagnolo, spiegando come le regolarizzazioni siano state attuate da governi di diversi schieramenti e non abbiano mai costituito (prima di Ceuta) un fattore di “richiamo” per gli ingressi irregolari. Ha poi portato l’episodio della recente regolarizzazione straordinaria in Spagna, che ha visto l’apertura di una finestra di tempo da aprile a giugno 2026 volta ad analizzare quante più domande di regolarizzazione possibili. Ha fatto riferimento ai “dati che parlano”, riportando come in questo periodo di tempo siano state un milione e duecento mila le persone regolarizzate. Con quest’ultimo sguardo si è concluso l’intervento e dopo un breve scambio di domande con il pubblico la conferenza è terminata.

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