Oggi, 17 maggio, Niccolò Ammaniti – in compagnia di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, e Annalisa Cuzzocrea, giornalista per La Repubblica – ha presentato il suo nuovo libro “Il custode”, edito da Einaudi.
Ogni famiglia ha uno scheletro nell’armadio, e anche la famiglia di Nilo ne ha uno: da secoli sono i custodi della Medusa, la mostruosa figura della mitologia greca.
Ammaniti racconta che fin da piccolo, quando camminava sul lungomare per andare in spiaggia e vedeva delle statuette delle divinità greche, è sempre rimasto affascinato da queste. Da qui il desiderio di inserirle in un suo libro.
Per Nilo, Medusa rappresenta la libertà di poter scoprire di appartenere solo a se stessi tramite un amore pericoloso, infatti un solo sguardo negli occhi di Medusa porterebbe a terribili conseguenze.
Secondo Jovanotti Ammaniti, di cui è amico, ha una sensibilità speciale nel raccontare l’età della preadolescenza, in particolare “l’età sacra dei 12 anni”. Infatti è questo il momento in cui si può effettivamente essere tutto, poiché dopo, durante l’adolescenza, si tende sempre all’omologazione, e dunque saranno le esperienza fatte durante quell’età precedente che poi segneranno per sempre.
I due amici si chiedono, ricordando qualche bravata fatta da ragazzi, se i giovani si sentano ancora liberi di scoprire, uscire e fare follie, o se in quale modo l’algoritmo abbia influenzato anche il modo di vivere e vedere il mondo. Riflettono su quanto l’avvento della tecnologia abbia cambiato il nostro modo di viaggiare: se infatti prima eri obbligato ad andare alla scoperta, senza prenotazioni o recensioni, oggi è uno stile di viaggio di nicchia e viene scelto solo da poche persone.