Esiste un linguaggio universale per l’amore o ognuno di noi ne ha uno proprio?
Secondo gli autori dei due libri che sabato 16 maggio sono stati presentati al Salone del libro di Torino – Elena Stancanelli, La gioia di ieri, e Domenico Starnone, Destinazione errata, entrambi editi da Einaudi nel 2025 -, il desiderio non può essere omologato ma l’unico modo per comprenderlo è narrarlo. I due scritti, pur iniziando in modo totalmente differente, ad un certo punto si ricongiungono. Infatti entrambi trattano il tema del desiderio e dell’instabilità dello schema della coppia.
I due incipit creano una crepa nella quotidianità, muovendosi su due spinte opposte. Stancanelli ci parla di un desiderio ormai spento, di un scintilla da riaccendere: durante l’accoppiamento di due cani, uno dei due durante l’atto perde lo stimolo e cade dal sesto piano dopo aver guardato la protagonista. Questo episodio viene letto da lei come una “rivelazione”, infatti da poco era giunta al termine della sua relazione e stava riflettendo sulla mancanza del desiderio erotico in una coppia e a che cosa questa possa portare.
Invece, Starnone racconta di un desiderio da domare: il marito protagonista invia per errore a una collega un “ti amo” destinato alla moglie. Lei risponde di aver atteso a lungo quelle parole; lui non smentisce, ma abita il malinteso e lo esplora.
L’amare e il dubbio di saperlo fare correttamente sono problemi a cui i due autori danno risposte molto diverse. Per la scrittrice, la risposta sta nel capire che la coppia tradizionale è un modello fallimentare. L’inadeguatezza di Anna non è un limite personale e la soluzione alle sue domande diventa amare altrove, allargando l’affetto verso una comunità. Per Starnone, invece, si ama bene accettando la metamorfosi del desiderio in voler bene, cioè anteponendo i bisogni e desideri dell’altro ai propri per salvare il legame.
Entrambi affermano che ciascuno protegge una parte nascosta di noi stessi per paura di non poter essere amato – è il bisogno di scoprire l’altro che non fa cessare l’interesse anche quando la passione sfuma. Un equilibrio che si scontra con il genere: se il desiderio femminile vive più fasi, gli uomini si dividono tra “rassegnati” alla routine e “non rassegnati” che, inseguendo il sentimento, rompono la coppia e si perdono in una destinazione errata.
Tra le parole di Stancanelli e Starnone si respira la bellezza di quelle domande che restano sospese. Una conferenza che lascia addosso inquietudine ma anche una profonda lezione: che si scelga di amare altrove o di voler bene, la vera gioia sta nel non smettere mai di cercarsi.