mag
16
2012

E tu te lo ricordi ancora?

Vediamo un pò se mi ricordo come si scrive un articolo.

Ah già: i tag, il titolo, le domande per l’intervista, le cinque W…

Butto uno sguardo sulla mia maglietta grigio topo appena stirata, “BOOKBLOG” scritto bello grande per farci identificare subito! E’ lì, sull’asse da stirare, bella profumata… Mi basterebbe tornare a una manciata di giorni fa per sentire l’adrenalina appena prima di un’intervista a un certo Tizio Caio conosciuto da tutti tranne che da me, per rigustare i tranci di Spizzico ottenuti dando il mio buono con un sorriso smagliante mentre tutti i turisti erano costretti a una lunga coda per farsi fare lo scontrino (dai ammettiamolo, era una soddisfazione non indifferente!!), per mettersi alla prova con una telecamera e scoprire poco dopo che l’intervistato se ne fosse sgattaiolato via e di non aver ripreso proprio un bel niente!

Si, mi basterebbe rivivere un pomeriggio in quella redazione, circondata da amici, compagni e giornalisti per riassaporare quell’entusiasmo unico.

Ma prima la mia t-shirt era bella sudaticcia, un pò stropicciata e pronta a ogni catastrofe.. ora invece non è più addosso a me, è ben ripiegata e stirata! Con l’augurio di riindossarla presto un saluto a tutti quelli che mi hanno fatto compagnia in questa bella esperianza.

                                                                        Miriam Roberto Liceo Alfieri

Commenti (0)
Bookmark and Share

mag
14
2012

Tutti pazzi per il Salone

Ed eccoci giunti alla fine di questo Salone del Libro 2012. Cinque giorni dedicati alla cultura, alla scoperta dei paesi ospiti, alla possibilità di confrontarsi dal vivo con quei grandi nomi stampati sulle copertine di libro e giornali. Cinque giorni per dei cari amici che ci accompagnano da tanto e non ci lasciano mai soli: il libri. La conferenza di chiusura è stata aperta dal presidente Armando Saitta, che ha espresso la sua soddisfazione per i risultati ottenuti; dello stesso parere è Michele Coppola, assessore alla cultura, che dicendo “Il Salone riesce a far trovare casa a tutti” sottolinea la piena disponibilità sia per coloro che intendono trovare una buona lettura sia per gli autori che hanno potuto sentire l’affetto dei propri lettori. Alla conferenza è intervenuto anche il sindaco di Torino, Piero Fassino, che ha evidenziato come la cultura conservi sempre un posto di importanza e rappresenti “un motore di sviluppo”, anche (e soprattutto) nei momenti di crisi. Il Salone offre l’opportunità di tenere aperta la nostra finestra sul mondo, di capirlo e apprezzarlo. Fassino ha aggiunto che la crisi è certamente presente, ma che ogni giorno viene affrontata passo dopo passo e un giorno la vinceremo. Significativo è stato l’intervento di Monica Joita, vicedirettrice dell’Istituto Romeno della Cultura, che ha ringraziato l’Italia per l’ospitalità e il Salone dell’opportunità data. Lo stand della Romania è uno tra i più ricchi e visitati e ciò dimostra la sua intraprendenza. E dopo i ringraziamenti e le belle parole di queste importanti personalità vorremmo aggiungere un nostro ringraziamento: grazie per l’opportunità di scrivere qui sul Bookblog, grazie per le giornate frenetiche e intense ma sempre piene di sorprese, grazie per averci fatto assaggiare il lavoro giornalistico, grazie per i sorrisi e le risate tra una pausa e l’altra, grazie anche per i buoni pasto senza i quali a volte non saremmo arrivati a fine giornata. E così concludiamo questo, speriamo non ultimo, articolo. Grazie di cuore. Al prossimo anno!

Arianna Rizzi
Nicolò Gariglio
Liceo Vittorio Alfieri

 

 

Commenti (0)
Bookmark and Share

mag
14
2012

Favole al cellulare, favole sul blog

Abbiamo incontrato Andrea Salvatici, scrittore che pubblica favole su Internet, specialmente sul blog del Corriere della Sera.

L’incontro si è svolto al DigiLab, dove avevamo a disposizione alcuni IPad 2, muniti di svariate ed istruttive applicazioni, riguardanti la storia, la geografia ( World Atall ) e la scienza ( Esplorando Il Corpo Umano, DeAgostini ), ma anche di giochi per il puro divertimento, come l’applicazione di “Hungry Birds”, molto famosa tra i teenagers, oppure il gioco di Rapunzel per i più piccini, o ancora quello della Disney.

Andrea ci ha parlato in seguito dell’importanza dell’utilizzo di Internet anche e soprattutto fra i giovani, in quanto mezzo di comunicazione istantanea e globale, dove ognuno di noi può esprimere i propri pensieri quotidianamente.


Per gli scrittori, Internet è importante perché è uno strumento dove i lettori possono esprimere le proprie critiche e commentare facilmente ciò che è scritto, al contrario del cartaceo, attraverso il quale è invece impossibile avere uno scambio di idee in tempo reale con l’autore. Inoltre Andrea parla del contrasto tra antico e moderno, e dell’apparente contraddizione di proporre un  documento antico su un mezzo moderno,              quale i blog o  Internet.

Parlando della velocità alla quale le notizie scorrono online, Andrea ci racconta di un’amica che lavora per Emergency e che gli aveva parlato di una raccolta fondi per la costruzione di un ospedale in Cambogia. Divulgando la notizia su internet. Emergency ha potuto raccogliere i fondi necessari alla costruzione dell’ospedale, che è stato finalmente ultimato.

Ecco di seguito alcune  filastrocche di Andrea

 

IL GAMBERO DI GUILLAME   APOLLINAIRE

Incertezza, o mie delizie        

Voi ed io ce ne andiamo

Come fanno i gamberi,                    

Rinculando, rinculando.

 BUON COMPLEANNO FABIO BALDI

Ieri sera
una stella in vetroresina
ha illuminato
il giorno del tuo compleanno.

Sono stelle
che non brillano di notte.

Sono stelle
che brillano
a nostra insaputa.

Sono stelle
fatte a mano.

Questo incontro è stato molto interessante perchè abbiamo scoperto un risvolto positivo di Internet a noi nuovo: la possibilità di leggere e commentare libri, favole, filastrocche e racconti sul web.

Arianna Maretto (2^E)
Francesca Marzolla, Marta Carosio (3^ G)
SMS Caduti Di Cefalonia

Commenti (0)
Bookmark and Share

mag
14
2012

Il culo e lo stivale

Il culo e lo stivale. Un titolo (e un libro) che è tutto un programma. Sedute per terra in una sala piena di gente, abbiamo cercato di seguire un discorso fatto di economia, politica, critica al consumismo, Berluscomicidio, capitalismo..

Tutti si preoccupano di uscire dalla crisi ma nessuno si chiede come ci siamo entrati. Il libro di Oliviero Beha si preoccupa di rispondere proprio a questo problema. Il famoso giornalista, scrittore e conduttore è partito analizzando il tempo della sua vita per capire come siamo arrivati ad avere “le pezze al culo”. Nell’immediato dopoguerra l’Italia era ancora un paese agricolo finchè il boom economico ha portato una fortissima industrializzazione forzata, che nel giro di vent’anni è diventata consumismo, e ha cancellato la cultura precedente. Una cultura che è stata cancellata e non è mai più stata ricostruita. Una cultura che concepiva l’idea del limite, mentre nel mondo di oggi tutti fanno credere che non ci siano limiti. Negli ultimi trent’anni hanno permesso una ferrari a famiglia!

Stiamo correndo verso un muro e siamo destinati a sbatterci contro; questo Paese ha azzerato la propria responsabilità e capacità critica. Non siamo più in grado di distinguere il necessario dal superfluo, afferma Oliviero. Oggi propongono come ricetta la crescita: è necessario comprare per produrre rifiuti e guadagnare. Ma sarà davvero questa la soluzione giusta? Il sistema capitalista promuove la propria ricetta utilizzando la pubblicità, che in realtà è un’autostrada nella quale bisogna trovare svicoli per uscire. Sembra che le merci siano prodotte per fare pubblicità, e non il contrario, come siamo indotti a pensare.

La vera crisi é quella dell’umanità, non quella della finanza.

L’intervista a Oliviero Beha

Rachele De Cianni
Rebecca Di Marco

Commenti (0)
Bookmark and Share

mag
14
2012

La notte dei giocattoli

“Anche i giocattoli hanno un’anima”: questo il punto centrale della presentazione dell’ultimo libro di Dacia Maraini, La notte dei giocattoli, (Tunué).

La notte in cui Giulia, la protagonista di questo libro, rimane da sola in casa, i suoi giocattoli prendono vita; la bambina viene coinvolta in un turbine di storie e avventure con questi amici appena scoperti.

Nato come testo teatrale, viene adattato in questa storia a fumetti, disegnata magnificamente da Bonomo, il cui nome d’arte è Gud.

Dopo una breve presentazione, protagonisti della scena sono Dacia Maraini e Gud che  presentano il loro libro sia con un appassionato discorso lei che con magnifici disegni lui.

Gud spiega come è stato possibile realizzare il fumetto e il perché delle decisioni che ha preso rispetto alla rappresentazione di alcuni aspetti dei personaggi: per esempio gli occhi grandi di Giulia servono a esprimere le emozioni della bambina durante le vicende, la forma del suo viso e la pettinatura sono prese da cartoni animati conosciuti e servono a rendere familiare l’aspetto, mettendo a proprio agio il lettore.

Dacia Maraini ha spiegato come le sia venuta in mente la trama di questa storia: da piccola fantasticava, raccontandosi moltissime storie; il suo sogno era poter interagire con i propri giocattoli. Ha parlato dei componenti più importanti della storia: la prepotenza e anche l’unione delle forze per sconfiggerla.
Ha poi aperto un breve dialogo con i più piccoli su questo importante argomento, ricordandoci come la prepotenza e l’arroganza siano gli aspetti più meschini della civiltà.

Qui potrete seguire l’intervista con Dacia Maraini  e Gud :

Sara  De Mola Sara Tavella , Reporter Fuorilegge 2^ E,  S.M.S. Caduti di Cefalonia
Elisa, Redazione Fuorilegge, Liceo Ettore Majorana

Commenti (1)
Bookmark and Share

mag
14
2012

Dove c’è fantasia… c’è Silvana Gandolfi

Da un’epoca lontana arriva Il Club degli amici immaginari di Silvana Gandolfi, presentato oggi nello Spazio Book.
Tanti bambini hanno affollato, insieme ai loro inseparabili amici immaginari, l’incontro condotto da Eros Miari, che ci ha letteralmente immersi nelle avventure di Oscar, il protagonista di dieci anni dalla salute cagionevole, ma estremamente intelligente, che al mare, nella caletta di Portopidocchio, incontra Mia, una sirena immaginaria visibile solo a lui, che lo porterà sull’Isola del Tempo Perso.

E’ la prima volta che Silvana riprende un suo precedente libro, in questo caso l’Isola del Tempo Perso, citato direttamente in un dialogo tra  Mia e Oscar.
Alla domanda “Le piacerebbe vivere nell’Isola del Tempo Perso?” Silvana ci risponde che non le piacerebbe viverci sempre, ma andarci solo di tanto intanto per riposarsi.

Questo perché perdere tempo è un modo di stare in armonia con il mondo e risponde al bisogno di sognare.

Nella scrittura di Silvana la fantasia prevale sulla realtà: unica eccezione Io dentro gli spari, un romanzo che parla della mafia, e in particolare di un giovanissimo testimone di giustizia.  E’ possibile che in futuro Silvana pubblichi nuovamente un libro più aderente alla realtà (per esempio su Lampedusa), ma sottolinea che è molto delicato parlare di cose attuali. “E’ la storia che cerca l’autore – ci dice – e lo trova e non viceversa”.

Qual è la sua fonte di ispirazione oltre ai viaggi?

I viaggi sono molto importanti: dal viaggio in Nepal è nato Pasta di drago, mentre da un viaggio in Messico Memoria dell’acqua.

I consigli di lettura che Silvana Gandolfi ci ha regalato sono: per i più piccoli i libri di Roald Dahl, in particolare  Le streghe; per i ragazzi delle medie L’isola in via degli uccelli di Uri Orlev e per la vita Delitto e Castigo di Dostojevskij.

Ecco l’intervista che abbiamo realizzato con l’autrice in redazione

http://www.youtube.com/watch?v=fEcC2SC802E

Chantal

reporter Fuorilegge, 2° H, SMS Caduti di Cefalonia

Hind, Redazione Fuorilegge

Qui sotto puoi seguire la video intervista con Silvana Gandolfi.

 

Commenti (0)
Bookmark and Share

mag
14
2012

Una storia con tanti no

Claudia Rueda, scrittrice e illustratrice colombiana, oggi ha presentato il suo nuovo albo illustrato No, Lapis
 edizioni. Il piccolo volume contiene “una storia con tanti no”, quelli tra la protettiva mamma orso e il suo cucciolo giocherellone.

Molti bambini hanno conosciuto la vincitrice del Premio “Nati Per Leggere” e sono stati pienamente coinvolti dall’autrice in due attività manuali. I piccoli spettatori, insieme a Claudia, hanno disegnato mamma orso e il figlioletto in mezzo alla neve, tema ricorrente nella storia. In seguito hanno realizzato delle maschere-orso che si sono portati a casa molto felici del risultato.

La scrittrice, nonostante non sapesse parlare italiano, è riuscita a interagire vivacemente con un pubblico molto attivo, pronta a mettersi in gioco e dimostrando la sua creatività.

Nell’intervista l’autrice ha rivelato di essersi ispirata al comportamento “ribelle“ dei suoi nipotini e non a ricordi personali. Inoltre Claudia si è detta molto felice e realizzata per aver riscontrato così tanto successo con il suo lavoro in diverse parti del mondo. Aggiunge infine scherzando sul premio appena ricevuto che è “Nata per scrivere“ e che sicuramente continuerà a pubblicare libri per bambini.

Ecco l’intervista:

http://www.youtube.com/watch?v=gtBpDEOxOKg

Emanuele, Luca e Pietro, reporter Fuorilegge, SMS Caduti di Cefalonia
Elisa, Redazione Fuorilegge, liceo Ettore Majorana 


 

Commenti (0)
Bookmark and Share

mag
14
2012

Fuori dal guscio

Colori, matite, gomma, colla e forbici: due classi di quarta e quinta elementare impegnate questa mattina nel Laboratorio Illustrazione in compagnia di Silvia Vecchini e Sualzo, autrice e illustratore di Fiato Sospeso, una graphic novel edita da Tunué, che racconta la storia di Olivia, che soffre di varie allergie , vive in una “bolla” e deve rinunciare a molte cose (ad esempio il campeggio estivo), riuscendo a sentirsi libera solo in acqua.

L’autrice ha raccontato di essere allergica proprio come Olivia: ha messo quindi anche un po’ di se stessa nel racconto, rivelandoci anche la passione per il nuoto che coltiva sin da piccola.

La storia ci è molto piaciuta perché ha una trama semplice, ma affascinante e rivela come anche i rapporti più complicati si possano trasformare in profonde amicizie. E ci è piaciuto ancora di più imparare i trucchi del mestiere che Sualzo ci ha rivelato, insegnando a tutti i partecipanti al laboratorio a disegnare un ritratto, partendo proprio dai volti di Olivia e del suo amico Leo. Abbiamo visto come un piccolo tratto di matita possa fare una faccia arrabbiata o interessante, inclinare un  sopracciglio, creare un ricciolo ribelle (o forse è un’idea che sta uscendo dalla testa?). I particolari sono importanti! Abbiamo anche scoperto che per lungo tempo, nella storia scritta da Silvia, Olivia si è chiamata semplicemente O. Poi ha rischiato di esser battezzata Ottavia, ma era troppo spigoloso come nome… Olivia è più “acquatico”. Perfetto, insomma!

Ecco l’ intervista Fuorilegge all’autrice e all’illustratore, ospitati in redazione:

http://www.youtube.com/watch?v=O59qqGES90c

Danilo e Luca

reporter Fuorilegge, 2^E, S.M.S Caduti di Cefalonia

Commenti (0)
Bookmark and Share

mag
14
2012

Vocabolario allargato: l’Istorìa di Marco Baliani

Istorìa: “bombardamento mediatico riguardo concetti che col tempo perdono popolarità”.
Questa la definizione del neologismo di cui ha parlato Andrea Bajani con la partecipazione del noto drammaturgo, attore e regista teatrale Marco Baliani.

L’isteria mediatica rende tutto uguale a tutto e fa perdere di vista la storicità e l’importanza degli eventi. L’istorìa, quindi, è il risultato del dominio pubblicitario sui media, che sono schiavi dell’indice d’ascolto e puntano sull’impatto emotivo per raggiungere i loro obiettivi, su una visione nervosa e isterica, appunto, dell’inevitabile scorrere degli eventi (un greco di nome Eraclito diceva panta rei – tutto scorre, no?). Il centro del discorso di Bajani e Baliani è questo: la storia e la nostra contemporaneità devono seguire il loro corso, tranquillamente, senza perdere il loro più profondo ed intenso significato.

La mercificazione delle notizie della televisione si differenzia dal teatro di Baliani, che non informa, ma forma, muove e inquieta gli spettatori, comunicando in modo chiaro e diretto l’animo e le preoccupazioni dello stesso autore che non si trova bene in un mondo che si muove così velocemente e con il quale non ama comunicare. L’arte, come il teatro, non è merce, non è un pupazzo da strapazzare, ma il suo compito è quello di ridare dignità alle parole, quelle parole che nel corso degli anni hanno cambiato totalmente il loro significato originario. L’impegno collettivo deve muoversi appunto in questa direzione

“La storia non è isterica. E’ il modo in cui ce la raccontano che la rende così” (Marco Baliani).

Federico Rocco, Fabiana Lorenzini e Benedetta Saraco
1D, Liceo Classico” Vittorio Alfieri”

Foto di Ornella Orlandini

Ecco il commento di Ioana, sul palco con Bajani:

“Dopo quattro giorni da spettatrice, salire sul palco fa un effetto molto particolare. La visuale è totalmente diversa, l’illuminazione a cui avevo fatto l’abitudine rivela adesso una parte di arena che era rimasta nascosta dietro la luce. L’organizzazione dell’audio fa si che
quello che dici arrivi alle tue orecchie in modo più ovattato, come se le tue parole appartenessero al pubblico, non a te stessa. Ciò ha fatto si che, per tutta la durata dell’incontro con Marco Baliani, fossi perfettamente cosciente che ciò che stavo dicendo aveva un peso molto grande, nulla di quello che ho detto fino ad adesso mi sembrava tanto importante. Un’esperienza unica, che ha sicuramente cambiato qualcosa nel modo in cui mi rapporterò col mondo.”

Commenti (0)
Bookmark and Share

mag
14
2012

“E pensare che tutto è cominciato da qui…”

Nello Spazio Piemonte del Salone di Torino si è tenuta oggi la premiazione del VII Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre. Ha aperto la conferenza Daniela Finocchi, giornalista, scrittrice e ideatrice del concorso, che ha ringraziato tutte le autrici, le partecipanti e le collaboratrici. Poi hanno preso la parola Michele Coppola, assessore della Regione Piemonte, che ha sostenuto l’importanza di questo progetto che celebra l’integrazione della nostra città con le altre culture e Ernesto Ferrero, scrittore, critico letterario e direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il concorso, primo e unico a livello nazionale, è rivolto a tutte le donne anche di seconda o terza generazione che risiedono in Italia e scrivono in italiano. Inoltre una sezione speciale è dedicata a tutte le donne italiane che fanno da tramite tra queste diverse culture e ci raccontano storie di altre donne straniere che hanno incontrato lungo il loro cammino.

Cultura è relazione, scambio“, queste sono le parole di Ernesto Ferrero. “Grande è la potenzialità della parola, la quale ci trasforma in co-autori, registi“. Inevitabile parlare delle nuove tecnologie, ma si ribadisce la necessità di incontri tra le persone, il web non basta.

Ad essere state premiate sono giovani donne provenienti da Senegal, Slovacchia, Somalia, Brasile, Romania, Albania, principalmente, ma molte sono le donne di altri paesi a cui sono stati rivolti riconoscimenti. Le opere che hanno ricevuto i primi premi verranno pubblicate in un libro che sarà presentato nella prossima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Dopo aver assistito a questa premiazione e aver visto il grande successo ottenuto da queste donne, nonostante le difficoltà che hanno riscontrato per arrivare dove sono ora, ci viene da pensare che è facile impegnarsi una volta nella vita, ma è la continuità che fa la differenza. 

Garrone Veronica, Gambino Giorgia

Commenti (0)
Bookmark and Share

Post precedenti