Un libro tante scuole

Procida: lo specchio dell’anima


Carmen Pia Ricci 4E I.I.S. G. Fortunato di Rionero in Vulture


L’isola di Arturo è un romanzo psicologico, d’indagine interiore, che analizza profondamente la crescita e l’evoluzione del protagonista, Arturo Gerace.
Il narratore racconta la vicenda in prima persona, facendo ricorso al discorso diretto. In alcuni passi viene ripresa la struttura dei romanzi classici ma il romanzo è principalmente caratterizzato da una fantasia dominante che ci appassiona e incuriosisce mostrandoci la misteriosa realtà, il mondo che riusciamo ad intravedere attraverso gli occhi di Arturo. Il racconto illustra in maniera dettagliata situazioni e ambienti con descrizioni particolareggiate in grado di farci cogliere l’essenza dei personaggi stessi. Passato e presente si sommano e si intrecciano continuamente dando al lettore l’impressione di continuità ed omogeneità. Il vissuto del protagonista ci viene presentato estremamente complesso, in perenne conflitto con se stesso e con il padre, Wilhelm. Sarà costretto a confrontarsi con un amore tormentato e con la nascita del fratello che rappresenteranno per lo stesso Arturo dei bivi esistenziali. Tutto ció accade mentre il tempo porta via ogni attimo, rendendolo ormai passato definitivamente concluso e mentre l’incessante scorrere della vita stessa, delle esperienze ad essa connessa e delle difficoltà, rendono perfettamente l’idea della continua evoluzione della nostra esistenza. Non è solo un romanzo psicologico ma rappresenta anche qualcosa di molto più profondo ed emozionante, quasi come fosse una lezione di vita per ognuno di noi. Elsa Morante è stata in grado di cogliere, attraverso la scrittura di questo romanzo, degli elementi la caratterizzano la nostra vita nel periodo dell’adolescenza, periodo di continue crisi, dubbi esistenziali, paura di non farcela, di non essere all’altezza e di non riuscire a superare l’alta montagna della vita, con il continuo terrore di non riuscire a raggiungerne la vetta, quella della felicitá. Ha narrato dell’ingiustizia e della sensazione di impotenza che il giovane Arturo prova di fronte alla propria condizione di orfano e i sentimenti contrastanti che egli stesso nutre nei confronti del padre. Il romanzo è una vera esplorazione della realtà, con i suoi dolci fiori colorati che, all’alba della primavera, sbocciano profumati e con la pioggia incessante che, peró, nonostante tutto, sarà sempre seguita ed accompagnata da un arcobaleno infinito di gioia e felicità, di amore, di pace con se stessi e con il mondo che ci circonda.

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