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Dal punto di vista storico, il romanzo di Azar Nafisi si svolge in Iran dopo la rivoluzione islamica del 1979. Questo periodo è segnato da forti restrizioni politiche, sociali e culturali. La libertà personale, compresa quella di amare, è limitata, soprattutto per le donne.
A distanza di tempo, esistono ancora situazioni in cui i matrimoni forzati e le disuguaglianze di genere ostacolano questa libertà. L’amore dovrebbe essere, ovunque, un valore di libertà, uguaglianza e rispetto, una scelta volontaria da parte di tutti gli essere umani. Tuttavia, nella realtà descritta in Leggere Lolita a Teheran, amare non è mai un gesto semplice o scontato. Diventa invece un atto di coraggio, o persino di ribellione. In una società dove il controllo politico e religioso invade la vita privata, anche i sentimenti più intimi vengono limitati, giudicati e spesso repressi.
Leggere romanzi vietati, come Lolita, Il Grande Gatsby, Daisy Miller e Orgoglio e Pregiudizio, assume un significato profondo. Non è solo un’attività ricreativa, ma un modo per affermare la propria libertà interiore. Attraverso queste opere, le protagoniste riescono a trovare uno spazio per esprimere sé stesse, sottraendosi, anche solo per un attimo, alle imposizioni esterne. Il riferimento a Humbert, protagonista del romanzo di Nabokov Lolita, mette in luce come il potere possa distorcere la realtà, spingendo il colpevole a giustificarsi e a colpevolizzare la vittima. Questa distorsione è purtroppo ancora presente oggi nei casi di femminicidio e violenza di genere, dove l’uomo, per dimostrarsi più forte e potente e per esercitare il controllo su una donna, utilizza metodi che sostengono il patriarcato.
Tornando all’Iran, il matrimonio combinato viene descritto, ovviamente, come un ritorno al passato. Sposarsi non è più visto come un legame forte e indistruttibile, ma come uno strumento determinato da norme sociali, religiose o familiari. In contesti come quello iraniano raccontato nel romanzo, le donne vedono limitata la propria autonomia e il proprio ruolo nella società, e il matrimonio diventa più un obbligo che una scelta. Questa situazione porta a una visione dell’amore non più come spazio di libertà, ma come controllo sulle donne, considerate come oggetti utili per ripagare debiti e scambiare beni. L’amore, per essere autentico, deve necessariamente basarsi su libertà, uguaglianza e rispetto. Quando lo Stato o la famiglia sostituiscono la volontà dell’individuo, tale sentimento si tramuta solo in un contratto di dipendenza. Inoltre, nel contesto descritto nel romanzo, anche atti apparentemente semplici, come ridere o leggere un libro, hanno un significato profondo. A pagina 68, per porre un solo esempio, si sottolinea che «non è facile avere accesso a certi libri: non si possono più comprare». Queste poche parole evidenziano come l’accesso alla cultura sia limitato, come alcuni libri non possano essere acquistati perché considerati pericolosi dal regime. In un clima di censura, la libertà individuale si restringe, e perfino ridere diventa un atto di ribellione silenziosa, un modo per affermare la propria umanità contro le imposizioni.
La censura è spesso motivata dalla paura che certe idee possano influenzare profondamente la comunità, soprattutto su temi universali. Questo sentimento non è solo personale, ma rappresenta una forza in grado di mettere in discussione regole sociali, tradizioni e autorità. Per questo motivo, i libri che raccontano amori «scomodi», liberi o contrari alle regole vengono censurati perché, mostrando nuove possibilità di vivere e sentire, rischiano di rendere le persone più consapevoli e meno controllabili. È importante notare che sono censurati anche tutti quei testi che sviluppano pensiero e senso critico, che naturalmente le dittature vogliono evitare per prevenire conflitti interni, e che quindi finiscono nell’indice dei libri proibiti. In un mondo in cui i libri sono vietati e gli essere umani, soprattutto le donne, sono ridotte a semplici numeri o oggetti di profitto, rivendicare i propri diritti fondamentali significa soprattutto rivendicare di essere umani.
L’uomo e la donna nascono liberi e l’amore non ha significato se non è una scelta: senza questa libertà, è un legame imposto, non un sentimento.