Un libro tante scuole

L’isolitudine come condizione esistenziale


Rachele Gitto 1C Liceo Scientifico


Elsa Morante, nel romanzo “L’Isola di Arturo”, rende vivida ai lettori l’immagine dell’isola di Procida. Ci riesce grazie alla sua fine, accurata e suggestiva descrizione del paesaggio:  ci parla del Penitenziario, della Casa dei Guaglioni, delle colline, delle caratteristiche casupole rosa, ma soprattutto del mare splendente. Tutto filtrato dalla prospettiva fantastica e mitizzata del protagonista. Le descrizioni, infatti, non sono solo quelle proprie dei luoghi ma lasciano trasparire l’idea, il sentimento dei Procidani. Sin dall’inizio del romanzo Arturo afferma di nutrire diffidenza e una superiorità scontrosa nei confronti degli isolani. Il motivo per cui diffida è la concezione che gli è stata offerta dal padre di distinguersi dagli altri: mentre la maggior parte degli abitanti di Procida è dipendente dalla necessità pratica e si contende “una moneta e una fetta di pane”, Wilhelm e Arturo Gerace provano vero interesse nei libri o nelle grandi azioni. Si attribuiscono qualità e attitudini eccezionali, diverse dagli altri abitanti, con cui tuttavia condividono il luogo di provenienza. Ed è quest’ultimo che determina la loro insularità il cui simbolo è inscritto nello stesso romanzo. Ma l’insularità comporta anche un profondo senso di solitudine. Arturo si sente solo anche quando è in compagnia di suo padre, il quale spesso non lo considera facendogli credere di essere una delusione. In queste situazioni, ripetutamente Arturo risponde con diffidenza, chiudendosi in se stesso.

Anche l’isola da cui provengo, la Sicilia, ha molto da raccontare di chi ci vive o di chi ci è vissuto. Si ricorre talvolta alla parola ‘’sicilitudine’’ per descrivere il legame indissolubile tra il Siciliano e il luogo in cui vive.  Luigi Pirandello è uno dei tanti scrittori che hanno messo a fuoco questo istinto di diffidare se si subisce una delusione o un torto, per non far trapelare la parte fragile e indifesa. L’ isolitudine dei Siciliani è un sentimento diverso da quello procidano, da quello che prova Arturo, ma entrambi esprimono allo stesso tempo la complessità dell’animo umano.

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