Un libro tante scuole

L’isola di Arturo e l’adolescenza


Ariela Rapetti 4bs


Il libro “L’isola di Arturo” di Elsa Morante mi ha colpita particolarmente. Una volta addentrata nel racconto mi sono fatta travolgere dagli eventi delineati e dalle descrizioni minuziose e accurate. I momenti di pausa descrittivi hanno arricchito il contesto permettendo di comprendere al meglio gli eventi e di entrare in sintonia con i personaggi; tuttavia, a mio parere, hanno reso il ritmo del libro un po’ lento, rendendo la lettura in alcuni punti difficile. Ho trovato in questo romanzo molti collegamenti con le paure che un adolescente può fronteggiare durante questo periodo della sua vita; nel corso del libro si nota particolarmente la crescita di Arturo tramite delusioni, verità nascoste ed emozioni contrastanti. Un tema importante di questo testo è il rapporto genitori-figli. Il ruolo di un padre nella vita del figlio è essenziale, partendo dall’ infanzia, quando il bambino ha bisogno di attenzioni particolari, fino ad arrivare all’ adolescenza, dove il genitore ha il compito di supportare il figlio nelle proprie scelte consigliandogli la strada migliore da prendere. Wilhelm Gerace, il padre di Arturo, è una figura assente nella vita del figlio, ciò porterà il ragazzo a sentirsi respinto e dimenticato da egli, alimentando sempre più il vuoto creatosi in lui in seguito alla morte della madre. Quest’aspetto del libro mi ha portato a riflettere su quanto l’assenza di una figura genitoriale durante l’adolescenza possa influire sulle decisioni, sul carattere e sulla vita futura; penso sia molto importante coltivare questo rapporto anche se a volte, soprattutto in età adolescenziale, l’autorità genitoriale può risultare scomoda.

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