Cime tempestose 2024, Laboratorio, Un libro tante scuole

Le radici di un’ossessione


Anna Pilloni, 3A scientifico

IIS "Giorgio Asproni" - Iglesias

Nome Scuola

IIS "Giorgio Asproni"

Città Scuola

Iglesias

“Di qualunque cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali…” conoscevo questa frase da prima di leggere il libro e inconsciamente ho sempre pensato che fosse presagio di un amore puro e sincero che altro non può portare se non felicità. Il libro Cime Tempestose non solo mi ha convinta del contrario ma mi ha fatto conoscere gli aspetti più logoranti e tragici che l’amore può presentare.

Il sentimento narrato da Emily Bronte è un amore malato, io lo definirei un’irrazionale ossessione reciproca scaturita da un incompiuto amore puro giovanile. Heathcliff è un ragazzino abbandonato pieno di risentimento nei confronti del mondo, Catherine, una ragazzina viziata e capricciosa che, per debolezza, paura o semplicemente per senso di superiorità, decide di non seguire il proprio cuore, segnando per sempre il suo destino e vincolandolo ad un’incessante infelicità. La scelta di Catherine segnerà anche il destino di Heathcliff che, per rabbia e disperazione, deciderà di dedicare la sua intera vita alla vendetta, secondo tema del romanzo, con una cattiveria che lo renderà disumano, addirittura peggio di un mostro. Sinceramente, trovo inaccettabile che un uomo che sostenga di provare un amore così forte nei confronti di una donna, nella delusione finisca per dimenticare di avere un cuore anche nei confronti di tutte le altre persone. La lunga vendetta che ne consegue e che ci accompagna per tutta la narrazione, nata da un sentimento così forte, raggiunge nella sua accezione negativa il massimo livello; dimostrando come faccia più male al suo iniziatore che ad altri, perché per tutta la sua lunga durata mantiene vivo il ricordo del brutto momento da cui è scaturita. Quando invece per guarire la migliore medicina è provare a dimenticare.

Nella mia ingenuità ho sempre pensato l’amore come un sentimento positivo, ma se quello tra Catherine e Heathcliff fosse stato davvero amore, e non sono del tutto certa che lo fosse, dovrei rivedere le mie convinzioni. Come può l’amore trascinarti in una totale dipendenza nei confronti dell’altra persona? Come può il sentimento più nobile dell’animo umano, logorarti a tal punto da distruggere la tua vita e quella delle persone a te vicine, come se la tua felicità mancata non debba essere raggiunta da nessun altro?

I due protagonisti vivono un sentimento malato, che finisce per travolgere e distruggere la vita della maggior parte dei personaggi del libro, ingiustamente, perché annebbiato e imbruttito dall’ egoismo e dalla collera dei protagonisti è diventato così odio da riversare verso chi non ha nessuna colpa.

Il racconto ci mostra come una scelta sbagliata può cambiare il corso della nostra intera esistenza: quella compiuta da Catherine le negherà la gioia del vero e unico amore ,  mentre il suo egoismo le impedirà di incolpare sé stessa costringendola a cercare inutili capri espiatori nelle persone che invece le volevano bene.

Heathcliff invece, non potendo riversare il suo odio su colei che ama, sceglie di non essere felice, ancorando la sua esistenza al suo triste passato. Riuscire a risalire dall’oscuro abisso che senza dubbio è stata l’adolescenza di Heathcliff ha richiesto grande forza e determinazione, posso dire ammirevoli, ma l’aver perso colei che quella determinazione aveva generato lo trasforma in un mostro crudele, che al posto di lottare affinché le atrocità al medesimo inflitte non colpissero altri, è stato egli stesso a ricrearle.

Cime Tempestose è la storia dell’evoluzione di un amore, che mostra come il trascorrere del tempo possa trasformare un sentimento innocente, qual è l’amore tra due bambini, in un’arma letale che non si accontenta di ferire e distruggere lentamente i due protagonisti ma tutte le persone che, disgraziatamente per loro, li hanno amati.

Attualizzando questo concetto, lo definirei un amore tossico, una totale ossessione nei confronti della persona amata, da rendere la persona innamorata il suo carnefice; l’insegnamento che possiamo trarne è che, quando un sentimento non riconosce più il bene nei confronti della persona cui è rivolto bisognerebbe avere il coraggio e la forza di lasciarlo andare perché, se l’amore ti uccide, anche solo nell’anima, allora non può essere definito tale. Purtroppo, l’amore tossico, come nel caso del libro, spesso nasce e mette le radici su un terreno di sentimenti puri, e l’unica possibilità di salvezza sta nello spezzare quel legame, slegarsi da quel ricordo… per quanto doloroso possa essere.

 

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