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«Se mi rivolsi ai libri fu perché erano l’unico rifugio sicuro che conoscevo, ciò di cui avevo bisogno per sopravvivere, per proteggere una parte di me stessa che sentivo sempre più in pericolo.»
Le classi del nostro liceo che hanno partecipato a Un libro, tante scuole hanno «prestato» le loro copie al gruppo di lettura della nostra scuola, che è nato proprio quest’anno, nel periodo in cui si avviava il progetto sul libro di Azar Nafisi nel nostro liceo, con la partecipazione di quasi venti studenti di varie classi del triennio. Abbiamo così potuto anche noi confrontarci su questa esperienza di lettura, particolarmente coinvolgente nel nostro caso: ci siamo trovati a essere un gruppo di lettura che legge un libro su un gruppo di lettura. Forse anche per questo motivo abbiamo letto il libro soprattutto come una lettera d’amore alla letteratura, oltre che una testimonianza importante sulla situazione in Iran dopo la rivoluzione. Siamo rimasti affascinati dalle studentesse di Nafisi e dalle loro letture. Così si è innescato una sorta di domino tra i libri e, leggendo ciò che nel libro si legge di Lolita, molti di noi incuriositi hanno letto anche il libro di Nabokov o, attraverso Daisy Miller, si sono avvicinati a James. Come le sette studentesse che si riuniscono a casa dell’insegnante per discutere di romanzi, anche noi ci siamo riuniti per parlare del libro di Nafisi ma anche degli altri. Ci siamo però resi conto che al di là delle analogie della cornice con un qualsiasi gruppo di lettura, e quindi anche con il nostro, nel libro siamo a Teheran, dove ogni pensiero è cancellato, spazzato via, e l’unica cosa che resta è la via di fuga rappresentata dai libri che hanno quindi un significato e un valore potenziato e potentissimo.
Per Mashid, Nassrin, Yassi e le altre la lettura è un modo per conoscere e per liberarsi, liberare la fantasia, l’immaginazione e affermare la propria presenza nel mondo. Questo libro è un inno al potere della letteratura, alla sua capacità di essere stimolo, di creare pensiero critico e di aprire finestre sul mondo. Le lezioni di letteratura sono fatte tutte da un punto di vista molto specifico: quello che certi libri possono dire a donne ingabbiate dalla rivoluzione iraniana; è stato molto interessante vedere come libri ormai classici potessero parlare alla realtà delle protagoniste: se i classici sono libri che non hanno mai finito di dire quello che hanno da dire, il libro di Nafisi ce ne dà una testimonianza vivissima, incarnandosi nella storia vera e nelle vere storie delle protagoniste.