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L’immagine scelta come copertina per questo articolo mostra la fuga di una bambina e una donna che si dirigono verso una luce, che rappresenta la libertà. In primo piano c’è una donna, con delle catene alle caviglie che corre assieme alla bambina in un sentiero di libri, alcuni citati nel memoir Leggere Lolita a Teheran.
Inoltre, possiamo scorgere tre livelli del disegno: un livello roccioso, che rappresenta la durezza del regime e delle sue imposizioni, uno sabbioso in cui bruciano degli scritti e dei veli buttati a terra, ed un prato più naturale ed aperto che simboleggia l’indipendenza; disposto in uno spazio ascendente.
Nel primo livello possiamo scorgere la crudeltà di un ambiente che impone la propria autorità e sottomette. Le mani incatenate, che cercano di catturare la donna, sono un esempio. Inoltre, è presente una donna coperta che osserva i due soggetti in fuga, desiderando anche lei di fuggire ed essere libera dall’oppressione.
Anche i libri bruciati ed il velo simboleggiano la transizione tra indipendenza e sottomissione, questo perché gli scritti rimandano alla rinuncia della cultura, così come nel libro, mentre il velo buttato via rappresenta il rifiuto verso le tradizioni e la possibilità di dare vita alla propria identità.
Parallelamente a tutto ciò, l’ultimo livello ha elementi che conducono a uno stile di vita più aperto, come la farfalla ed il tavolo con i trucchi ed il tè, elementi citati nella storia.
Infine, il passaggio tra questi luoghi è segnato dalle opere che vengono usati come oggetti di studio nel libro Leggere Lolita a Teheran, che guidano il cambiamento verso l’autenticità.
Il tutto è riassumibile nella frase «I nemici della libertà hanno paura dei libri», citazione tratta dal memoir Leggere Lolita a Teheran, di Azar Nafisi. Nel libro, infatti, il tema della libertà è l’elemento centrale che guida lo sviluppo della storia e dei personaggi, in particolare in rapporto con la cultura. Un esempio sono i libri occidentali che, essendo proibiti, rappresentano un limite imposto dal regime politico-religioso.
Inoltre, anche la condizione delle donne rappresentava una forma di oppressione. Infatti, loro erano forzate a indossare il velo e rispettare l’autorità religiosa. Tuttavia, Azar Nafisi ci mostra il cambiamento di questa mentalità da un punto di vista più soggettivo, attraverso la sua esperienza come professoressa e con le sue allieve, guidando e incitando le persone a scoprire una propria forma di verità. In particolare, grazie allo studio di opere letterarie come Lolita, Il grande Gatsby ed Orgoglio e pregiudizio. L’autrice fa della sua casa un luogo di libertà intellettuale e di condivisione, stimolando lo sviluppo del pensiero critico.
La scelta di Azar Nafisi rappresenta una forma di resistenza culturale che mette in dubbio i valori imposti dal regime e consente la formazione di una identità più autentica. Un esempio è la lettura delle opere censurate e dell’impatto che hanno avuto nelle donne. Anche la descrizione delle donne con i vestiti colorati, fuori dal velo, rappresenta un simbolo di identità individuale che si distingue dal colore nero del velo. Quindi, la letteratura e la cultura svolgono un ruolo fondamentale nella società.
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