20 maggio 2022, Salone del Libro 2022

L’editore del blu: nel ricordo di Enzo Sellerio


Pietro Fiocchi, Liceo Alfieri


Il 20 maggio 2022 nella Sala Blu si è tenuta una conferenza su Enzo Sellerio, fondatore dell’omonima casa editrice.

La conferenza è stata aperta da Nicola La Gioia, direttore del Salone, mentre le domande sono state condotte da Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore.

La presentazione è stata arricchita dagli interventi di Lella Costa, famosa attrice, Monica Maffioli, esperta di fotografia, e Adriano Sofri, storico e amico di Enzo.

La peculiarità della casa editrice è la copertina blu, caratteristica che le appartiene sin dalla nascita.

Il primo intervento è stato quello di Adriano Sofri, in risposta alla domanda del presentatore, il quale ha chiesto allo storico di fornire una presentazione del fotografo.

Il discorso è iniziato con un’ampia descrizione dell’aspetto fisico: l’editore viene descritto come un uomo così bello che era difficile capire quale fosse la parte più affascinante. È stata poi presentata una delle caratteristiche che lo distingue nel suo lavoro: il raffigurare le persone in modo spontaneo senza farle mettere in posa. Molti critici etichetteranno il suo stile come neorealista, ma come ha detto Monica Maffioli, questo giudizio è sbagliato in quanto ciò che gli interessa raffigurare con le sue fotografie non è l’aspetto esteriore, ma l’emotività del luogo.

La sua prima opera, pubblicata nel 1977, è stata Inventario Siciliano, appena ristampata in sole 500 copie. É una raccolta di fotografie con una storia molto travagliata. Il suo autore l’aveva concepita fin dal 1957, pensando ad una collaborazione con Carlo Levi. Questo progetto non si realizzò, nonostante Levi avesse accettato. Successivamente nel 1969 decise di pubblicare 16 fotografie. Infine, nel 1976, quando era in punto di chiudere un contratto che avrebbe affidato la scrittura dell’opera a Sciascia e Guttuso, decise che solo lui avrebbe potuto scriverla.

Fin dal concepimento della raccolta, il suo obiettivo è stato quello di rappresentare la Sicilia in un modo originale, non con sole belle immagini.

L’assenza della violenza è una scelta da lui perpetrata in quanto non avrebbe mai raffigurato scene crude. L’unica immagine che si può assimilare alla violenza è quella di una finta fucilazione dei bambini. Proprio questa fotografia otterrà fama in tutta Europa.

L’immagine però più famosa è “L’oste e l’asinello“. In questa fotografia sono raffigurati un asinello e un signore con una coppola e un grembiule in spalle, intenti a raggiungere uno sbocco verso il mare, dove si trova una portaerei americana. Vi è un forte contrasto tra la Sicilia, rappresentata dall’asino, che costa poco, è proficuo ed è segno di una società più arretrata, e una portaerei americana che, nonostante sia sfarzosa e difficile da mantenere, non produce niente di utile.

L’ultima analisi è stata quella della fotografia di una bambina col gelato. Lo storico Carlo Ginzburg la considera la migliore immagine raffigurante un adulto e un bambino. Nella metà a sinistra c’è un pescatore che sembra intenerito dalla bambina presente nell’altra metà, speculare alla prima.

La conferenza è terminata con i ringraziamenti da parte dei figli di Enzo e resa gradevole grazie alle letture di Lella Costa, le analisi di Monica Maffioli, la presentazione di Gaetano Savatteri e gli interventi di Adriano Sofri.

 

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