13 -14 marzo 2021, Cronache, Internazionale a Ferrara tutto l'anno

La scienza parla ma la politica non ascolta


Eva Laura Giacomello, Matilde Gaspardo, Liceo M. Grigoletti, Pordenone


Quante volte ci è stato detto che con delle piccole azioni quotidiane avremmo potuto cambiare il mondo? Sicuramente moltissime, ma è proprio così? Quanto è davvero utile essere “Consumatori verdi”? 

Ce ne parlano Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente e attualmente deputata, e Fiorella Belpoggi dell’Istituto Ramazzini, durante l’incontro “Il mito del consumatore verde” organizzato da Internazionale Ferrara. 

Secondo l’Onorevole Muroni in realtà in Italia non è affatto semplice attuare scelte di vita cosiddette “green”, e la politica di certo non aiuta in questo campo. Proprio questo è stato uno dei motivi che l’ha spinta ad abbandonare il ruolo guida all’interno di Legambiente: l’educazione ambientale è indubbiamente importante, ma senza provvedimenti politici concreti non sarà possibile uscire dalla crisi climatica sempre più pressante.
Sono infatti tante, troppe, le leggi sul tema ambientale ancora bloccate, mentre le agevolazioni per chi vuole adottare soluzioni sostenibili in campo lavorativo e privato tardano ad arrivare: un esempio sono i cinque anni di attesa e procedure burocratiche da affrontare per poter realizzare dei campi eolici. Fra le altre cose mancano, inoltre, sanzioni pecuniarie per lo smaltimento errato dei rifiuti.
“Gli Italiani dovrebbero smettere di essere solo consumatori” spiega la Muroni “ma iniziare ad essere anche cittadini”.
Mediamente, siamo infatti tutti a favore del pianeta, ma è assolutamente necessario che la politica per prima prenda l’iniziativa di invertire la rotta e distaccarsi dalle iniziative passate.

L’argomento è stato poi approfondito e ampliato anche da Fiorella Belpoggi: un punto chiave per il cambiamento, secondo la direttrice scientifica dell’Istituto Ramazzini, è il rapporto di collaborazione essenziale che ci deve essere tra scienziati e politici.
L’imposizione di regole e leggi per porre dei limiti all’utilizzo di sostanze dannose per la salute e l’ambiente (come ad esempio i pesticidi), dovrebbe essere la conseguenza di accurate analisi scientifiche su questi composti. Spesso invece capita che gli scienziati non riescano nel loro ruolo di divulgatori e che la politica finisca per attuare misure più convenienti per economia e industria. Probabilmente, spiega la ricercatrice, se la politica si fosse imposta con più forza sulla questione ambientale e la comunità scientifica fosse stata fin da subito più chiara sull’argomento, oggi l’uso dei combustibili fossili sarebbe già vietato. Per argomentare questa sua riflessione la Belpoggi ha portato l’esempio del fumo di sigaretta: dopo svariate evidenze scientifiche sui rischi che esso può comportare, si è vietato sempre in più zone di ogni città di fumare. Perché questo non è accaduto anche con le emissioni industriali o con i gas di scarico delle automobili? Se fossero state imposte già da tempo leggi per limitare l’uso dei combustibili fossili, probabilmente oggi giorno avremmo già molte più macchine elettriche in circolazione e non sarebbero viste soltanto come qualcosa di eccezionale. è quindi la politica a dover ascoltare la scienza, e a prendere provvedimenti di conseguenza per un futuro migliore: non solo per l’Italia ma anche per il mondo.

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