La libertà si difende ogni giorno, con il coraggio delle proprie idee e senza compromessi.
Questo è il messaggio centrale lanciato da Luigi Garlando durante l’incontro per la presentazione del suo ultimo libro “ Sandro libera tutti” (Rizzoli).
L’autore ha descritto la figura di Sandro Pertini non come un rigido personaggio storico, ma come un ragazzo eccezionale, pieno di domande e curiosità fin da quando era un bambino.
La sua vita è stata un frenetico romanzo di avventura, vissuta con il coraggio di chi mette la libertà davanti a tutto, infatti ha pagato le sue idee e le sue ribellioni con 15 anni di prigione. Molti cercarono di aiutarlo e chiesero la grazia per lui per permettergli di uscire dal carcere. Ma Pertini ha sempre rifiutato perché fiero di portare avanti le sue idee politiche anche da detenuto.
Garlando ci racconta del rapporto di Sandro con la guerra: dopo averne fatte due come soldato è rimasto comunque sempre un uomo di pace.
Di giorno combatteva e di notte portava avanti idee di pace, insegnando anche agli altri l’importanza di questa parola.
Quando è stato eletto Capo dello Stato è stato il Presidente più amato dagli italiani e l’uomo politico della gente comune.
In occasione di una tragedia era sempre in prima fila ad aiutare e sostenere le persone. E ci è sempre stato nei momenti più bui della storia italiana a partire dalla tragedia di Vermicino, un episodio molto commovente anche per l’autore che ne ha un vivido ricordo.
“I ragazzi non hanno bisogno di sermoni ma di gentilezza, generosità e altruismo” così Garlando ricorda l’amore e il rapporto che Pertini aveva con i ragazzi che lui considerava la ricchezza del mondo. Con queste belle parole si conclude l’incontro che ricorda ai giovani un uomo ed un esempio di vita per le vecchie e per le nuove generazioni.