Questo pomeriggio nell’Arena Bookstock del Salone del Libro è stata registrata in live una delle puntate del podcast RacColti sul fatto.
Protagonista dell’incontro – intitolato “La frontiera dello spazio: coltivare e mangiare in orbita” – è stato Chimicazza, chimico organico, divulgatore perugino famoso per i suoi esperimenti fai-da-te, reperibili sulle piattaforme. Lo affiancavano due ospiti: l’astrofisica Patrizia Caraveo e la professoressa Stefania De Pascale, esperta di coltivazioni in ambienti estremi. Animati con competenza e curiosità, i tre relatori hanno guidato il pubblico attraverso le complesse sfide scientifiche dell’agricoltura spaziale.
«Coltivare nello spazio non è più solo fantascienza» ha esordito Chimicazza con il suo stile inconfondibile, tra battute e spiegazioni, chiarendo da subito uno dei temi dell’incontro: le difficoltà pratiche del coltivare nello spazio, come la gestione dell’acqua e dei nutrienti in microgravità, i problemi di illuminazione e di stress sulle piante e la chimica degli alimenti per astronauti.
Ma il messaggio più potente è stato un altro: le tecnologie sviluppate per lo spazio possono avere applicazioni di rilievo sulla Terra. Chimicazza ha confermato, insieme alle sue ospiti, che la green chemistry e l’agricoltura di precisione non sono solo per gli astronauti: sono strumenti per rendere il nostro pianeta più resiliente ai cambiamenti climatici.
L’evento ha confermato il crescente successo di Chimicazza come divulgatore. Il suo approccio – mettersi in gioco sporcandosi le mani, spiegare le reazioni chimiche dietro i fenomeni, unire ironia e competenza – ha conquistato trasversalmente giovani e adulti. Al termine dell’incontro Chimicazza ci ha lasciato un chiaro invito: “La scienza non si fa solo nei grandi laboratori. Inizia dalla curiosità, dal provare, dal capire come funzionano le cose. E magari, un giorno, ci aiuterà a salvare non solo il mondo nello spazio, ma anche quello che abbiamo qui.”