Nel vocabolario contemporaneo, la parola “viaggio” evoca scenari legati al turismo di massa, alla fuga romantica o alla mobilità lavorativa.
Tuttavia il viaggio, originariamente, veniva inteso come un atto di rottura, testimonianza e solidarietà internazionale. Di questo si è discusso nell’incontro: ”Viaggi resistenti. Dal Treno della Memoria alla Flotilla per Gaza e al Nuestra America Convoy”. Anche se a occhio esterno questi temi possono sembrare scollegati, in realtà sono uniti dallo stesso filo rosso: l’azione politica in movimento.
L’evento ha messo a confronto tre grandi mobilitazioni internazionali.
Il treno della memoria che ogni anno accompagna migliaia di giovani nei luoghi dell’orrore nazista – come il complesso di campi di Auschwitz-I, A. II-Birkenau e A. III-Monowitz – non costituisce un semplice viaggio, bensì un progetto educativo. Questo viaggio non ha solo lo scopo di ricordare, ma anche di fornire strumenti alle nuove generazioni per riconoscere le discriminazioni.
Dalle rotaie europee il focus si sposta sulle acque mediterranee. La Global Sumud Flotilla partita per Gaza e composta da attivisti, giornalisti e intellettuali incarna il diritto internazionale. La missione sfida apertamente il blocco navale e terrestre imposto sulla Striscia di Gaza.
L’ultima tappa di questa conferenza tocca le coste dell’America Latina, infatti Cuba da più di 60 anni sta subendo un blocco illegale da parte degli USA. La situazione si è aggravata ulteriormente il 29 gennaio 2026, quando gli USA hanno dichiarato Cuba una minaccia internazionale. Il progetto del Convoy ha l’obiettivo concreto di consegnare presidi medici e beni di prima necessità al popolo Cubano.
In un’epoca di crescenti tensioni globali, questi viaggi ricordano che la solidarietà non è un’idea astratta, ma un sentimento concreto. L’incontro ci invita a riflettere su come a volte, per aiutare, bisogna mettersi in viaggio.