Cronache, Giovedì 14 maggio 2026, Salone del Libro 2026

La provincia: partenza o ritorno


Arianna Midulla, Beatrice Miola

Liceo Classico Vittorio Alfieri - Torino

I due scrittori Francesco Zani, nato a Cesena nel 1991, laureato in filosofia a Bologna e Mattia Insolia, nato a Catania nel 1995, laureato in  Lettere alla Sapienza di Roma, hanno presentato in questo incontro i loro ultimi due libri, rispettivamente “Come ti difendi” e “La vita giovane” edito Mondadori. A intervistarli sono stati i ragazzi e le ragazze del “The Book Club, lettori connessi” un gruppo di lettura online nato nel 2021.

“Come ti difendi” narra di due ragazzi, Sergio e Armando, che per mezzo dei loro sogni vivono due percorsi di vita molto differenti, ma con un punto in comune: entrambi lottano per la loro individualità; infatti la pesca per Sergio è una linea già tracciata dall’eredità familiare, invece il tennis per Armando costituisce il grande obiettivo finale. La loro storia si svolge dagli anni Settanta fino ai Duemila in un borgo di pescatori, fino a quando si giunge a un punto di svolta e riscrivono i loro destini.

“La vita giovane” (Mondadori 2026), invece, vede come protagonista Teo, che all’età di ventotto anni in occasione del matrimonio di due suoi amici del liceo ritorna a Foro, suo paese nativo; qui ritrova il suo precedente gruppo cui cui ha passato la gioventù, il quale era per lui era come una famiglia. I tre giorni precedenti al matrimonio vengono raccontati come un’altalena temporale che riporta nel presente ferite passate, ricreando le dinamiche e gli schemi della sua vita precedente.

Francesco Zani spiega quanto la sue esperienze personali siano strettamente legate alle situazioni che incontrano i personaggi del suo libro, infatti lui ha vissuto la giovinezza nella provincia romagnola e conosce bene le dinamiche che si sviluppano in tale contesto; inoltre anche l’idea per il titolo nasce da un incontro inaspettato in un bagno prima di un esame universitario in cui un signore gli chiese “tu come ti difendi? Nella vita solo due cose si difendono: la dignità e la famiglia”; da qui in poi l’autore porrà continuamente a se stesso e agli altri questa domanda a tal punto da servirsene come titolo del libro.

Mattia Insolia racconta del passaggio dalla gioventù alla vita adulta come un momento di sua profonda crisi identificando questa nella ‘creatura’ che descrive Elena Ferrante nel suo saggio “Il margine e il dettato” dichiarando che tale ‘creatura’ abbia preso il suo smarrimento e lo abbia trasformato in materiale creativo, quindi afferma “il bello della letteratura è un po’ questo, ti pacifica ma ti apre tante altre domande”.

I due libri narrano entrambi due vicende di esplorazione e ricerca della propria individualità combattendo gli stereotipi tipici del contesto provinciale.

Questa è stata individuata come tematica centrale anche dagli intervistatori che, coinvolgendo il parere del pubblico, hanno fatto emergere che molti nativi dei territori periferici nonostante le difficoltà sociali che spesso sono radicate, si ritengono comunque fortunati di essere cresciuti in quell’ambiente; Mattia Insolia si esprime a riguardo affermando che “vivere in provincia ti tiene fermo al passato ma ti permette anche di prendere la rincorsa” delineando il percorso altalenante della sua narrazione, invece Francesco Zani ritiene che “per scoprire davvero il mondo esterno è necessario uscire dalla provincia per cercare la libertà”.

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