Adotta uno scrittore, Adotta uno scrittore 2026, Laboratorio

Progetto Adotta uno scrittore Ipsar Alghero


Maria Andrea De Candia

IIS Roth - Piazza Sulis - Alghero

Partecipare al progetto “Adotta uno scrittore” durante l’ultimo anno di scuola è stata un’esperienza che ha segnato profondamente il mio percorso di crescita, non solo scolastico ma anche umano. L’idea di confrontarsi con la letteratura in un ambiente “estremo” e particolare come quello della casa circondariale ha trasformato quella che doveva essere una semplice attività didattica in un momento di vita indimenticabile. Il cuore del progetto è stato l’incontro con Licia Troisi. Dialogare con lei è stato stimolante: la sua capacità di unire la passione per l’astrofisica alla narrazione ci ha permesso di approcciarci ancora di più al libro “Uscimmo a riveder le stelle” con curiosità. Il libro, un giallo, tratta di un omicidio e ripercorre le meraviglie del cosmo e del mondo dell’astrofisica. Il titolo stesso, evocando l’uscita di Dante dall’Inferno, è sembrato un anticipo di quello che avremmo vissuto durante gli incontri in carcere: la ricerca di infinito anche dove lo spazio è ristretto e il tempo sembra fermarsi. Entrare in carcere è stato l’aspetto più impattante. Sono abituata a studiare l’accoglienza e il servizio verso l’altro, ma qui il concetto di “accoglienza” si è ribaltato. Siamo stati noi a essere accolti in un mondo chiuso, fatto di silenzi e cancelli che si chiudono alle spalle. L’emozione che ho provato conoscendo i detenuti è stata fortissima e inaspettata: Mi aspettavo distanza, invece ho trovato persone desiderose di ascoltare e, soprattutto, di essere ascoltate. Vedere i detenuti parlare del libro di Licia e confrontarsi con noi sulle “stelle” che ognuno cerca nella propria vita ha annullato ogni differenza. In quel momento non c’erano studenti e carcerati, ma solo persone che riflettevano sulla libertà e sulla speranza. È stato bello vedere come la cultura possa essere “un’evasione mentale” necessaria. Per loro parlare di nebulose, pianeti e spazi infiniti non era solo un esercizio, ma un modo per sentirsi ancora parte del mondo esterno. Questa esperienza mi ha insegnato che la dignità umana non viene mai meno, nemmeno “dietro le sbarre”. “Uscimmo a riveder le stelle” non è più solo il titolo di un libro per me, ma il ricordo dei detenuti , della gentilezza di Licia Troisi e della consapevolezza che, nonostante gli errori e le fatiche, tutti abbiamo il diritto di guardare verso l’alto e sognare un nuovo inizio. Questo progetto mi ha dato una lezione di umiltà ed empatia che porterò con me nel mio futuro professionale e personale, ricordandomi sempre di guardare “oltre il muro”.

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