Nella giornata di oggi, 18 maggio 2026, il Salone del Libro si è trasformata in un luogo di incontro tra scuola, letteratura e crescita personale grazie al progetto “Adotta uno scrittore”, dedicato alle scuole secondarie di primo grado. Un’iniziativa che da anni porta gli autori direttamente nelle classi, creando un dialogo autentico con gli studenti attraverso libri, esperienze e riflessioni condivise.
Durante l’incontro, le diverse scuole coinvolte hanno raccontato il proprio percorso con grande creatività ed entusiasmo: alcuni studenti hanno realizzato video, mentre altri hanno letto lettere scritte agli autori o brani significativi dei libri affrontati durante l’anno. Sul palco si sono alternate emozioni, applausi e testimonianze che hanno mostrato quanto la lettura possa diventare uno strumento concreto di confronto e maturazione.
Tra gli oltre quaranta scrittori che hanno partecipato al progetto, abbiamo avuto modo di incontrarne alcuni.
Alessia Rossi, autrice bolognese del romanzo La Borda, (edizione Piuma)ha spiegato di aver scelto di raccontare una storia di paura ispirata a un’antica leggenda folkloristica della pianura padana per avvicinare i ragazzi alle tradizioni italiane. Durante il lavoro con una scuola di Genova, ha sottolineato come troppo spesso i giovani conoscano miti inglesi o tedeschi, ignorando invece il ricchissimo patrimonio di storie popolari del nostro Paese.
Matteo Corradini ha invece presentato il suo libro La spada non mi ha salvata (pelle d’oca) dedicato a Helene Mayer, schermitrice ebrea vissuta durante il Terzo Reich. Attraverso questa figura, spesso dimenticata dalla storia dello sport, l’autore ha voluto invitare i ragazzi a riflettere sul significato dell’identità personale e sul bisogno di “togliersi la maschera”, non solo nella scherma ma anche nella vita quotidiana.
Molto sentito anche l’intervento di Daniele Mencarelli, autore di Adelmo che voleva essere settimo (Mondadori). Lo scrittore ha raccontato con emozione il momento in cui ha scoperto di aver vinto il Premio Campiello Junior, spiegando di aver percepito l’affetto dei ragazzi pur senza averli conosciuti direttamente. Un legame nato semplicemente attraverso le pagine di un libro.
Francesco Gungui ha parlato del suo romanzo Meta (Il Castoro), in cui il rugby diventa il simbolo di amicizia, rispetto e fratellanza. Attraverso lo sport, l’autore affronta temi profondi e vicini al mondo degli adolescenti, mostrando quanto il gioco di squadra possa insegnare anche nella vita.
Un altro momento significativo è stato l’intervento di Francesco Zamboni, autore di Giacomo e Giacomo (Carthusia Edizioni). Nel libro, scritto nel centenario della morte di Giacomo Matteotti, Zamboni cerca di avvicinare i giovani alla figura del deputato italiano, raccontandolo non solo come personaggio storico, ma soprattutto come esempio di coraggio civile e libertà di pensiero.
Infine, Nicola Brunialti ha presentato Un cielo di stelle a casaccio (Lapis Edizioni), un romanzo che affronta la fragilità e il senso di insicurezza tipici dell’adolescenza. L’autore ha condiviso anche riflessioni personali, instaurando con gli studenti un dialogo sincero e diretto su paure, emozioni e difficoltà che accomunano molti ragazzi.
L’incontro si è concluso tra applausi e sorrisi, lasciando la sensazione che “Adotta uno scrittore” non sia soltanto un progetto scolastico, ma un’esperienza capace di creare relazioni vere tra chi scrive e chi legge, facendo della letteratura uno spazio di crescita, ascolto e confronto.