Adotta uno scrittore 2022

Balbuzie (per Jonathan Bazzi)


Studente ristretto - Casa di reclusione Morandi Saluzzo


Leggendo il primo e il secondo libro di Jonathan mi sono immedesimato molto con lo scrittore, in quanto anch’io sono balbuziente fin da bambino.

Dai racconti della mia nonna materna ho appreso che la balbuzie è incominciata a sei anni, in prima elementare, in seguito al mio ricovero in ospedale durante le feste natalizie per un’allergia che mi impediva di respirare bene.

Un mattino, svegliandomi con le braccia piene di buchi per le prove allergiche, ho cominciato a balbettare o, come si diceva, a “tartagliare”.

Al momento non ci feci molto caso, poi  però  peggioravo e così i miei genitori mi iscrissero a una scuola specifica , in cui mi veniva insegnato  a cadenzare le parole con il respiro, usando uno strumento a tempo, il metronomo.

Con gli anni sono riuscito a migliorare ma ancora adesso mi succede di balbettare, soprattutto in situazioni in cui sono particolarmente teso.

Ho trovato differenza nel mio modo di reagire, rispetto a quello dello scrittore, nei confronti delle persone che ti prendono in giro in quanto balbuziente: la mia reazione infatti, soprattutto da bambino e da adolescente, era violenta. Col tempo l’atteggiamento degli altri  verso di me, ormai adulto, è cambiato: non si prendevano più gioco di me, al massimo ridevano, ed erano soprattutto miei conoscenti, e io ridevo con loro, si rideva insieme.

Nello studio mi comportavo come lo scrittore, studiavo a memoria sperando che durante le interrogazioni nessuno mi interrompesse, perchè altrimenti per me sarebbe stato  molto difficile riprendere il discorso senza balbettare ; per fortuna i professori, conoscendomi, difficilmente mi interrompevano.

Con gli anni, e in seguito alle esperienze vissute, la balbuzie mi ha causato molto nervosismo, poiché mi impediva di  esprimermi con scioltezza come avrei voluto, tuttavia sono riuscito a gestirmi meglio con il passare del tempo, anche se ancora adesso si può percepire la mia difficoltà.

Voglio farti i complimenti, Jonathan: non tutti si raccontano con sincerità come hai avuto il coraggio di fare tu. Con la forza di volontà hai anche superato la balbuzie (ho sentito le tue interviste.Bravo)

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