“Scrivere è tornare a casa.” Scrive l’autrice Valentina Pigmei nel suo libro ‘Il vero viaggio è il ritorno’ pubblicato da Laterza nel 2026 e di cui ha parlato nell’incontro di domenica 4 ottobre a Palazzo Naselli Crispi.
Nel suo saggio, Pigmei analizza la natura del viaggio, sostenendo che l’adozione di soluzioni ecologiche risulti spesso insostenibile da un punto di vista economico. Secondo l’autore, infatti, le alternative ecologiche finiscono per penalizzare soprattutto i giovani, per i quali il viaggio dovrebbe essere garantito come un vero e proprio diritto.
La scrittrice, infatti, dopo numerose esperienze condotte in barca a vela, delle quali però non si considera una velista, cioè una professionista del settore, ma afferma che le “radici mobili”, sono ogni posto in cui ci ambientiamo e che sentiamo come “casa”, proprio come le radici, in quanto esseri viventi, quando trovano un ostacolo lo superano, espandendosi.
Il viaggio, però, secondo i due ospiti, porta molto spesso l’iperturismo, fenomeno dannoso per quelle comunità ancorate a valori antichi; l’iperturismo, poi, porta anche a ciò che viene definito segregazionalismo turistico, ovvero un altro tipo di fenomeno, dove la meta turistica è immaginata come un luogo che in realtà non è.
“Viaggiare oggi è un paradosso che non risolvo, se non ti sposti non conosci se ti sposti hai un impatto. Siamo però animali migranti.”