Lunedì 18 maggio 2026, Salone del Libro 2026, Uncategorized

La biologia dell’istinto: l’umanità impossibile di Monstrilio


Francesco John Candido, Giulia Catania

Liceo Classico Statale Vittorio Alfieri - Torino


Chi non vorrebbe salvare un proprio caro dalla morte?

Questa è la domanda che si è posto Gerardo Sámano Córdova nel suo libro Monstrilio, che racconta la storia di una madre afflitta dalla perdita del figlio Santiago, di undici anni, nato con un solo polmone. 

Tra i due genitori, la madre fu quella che soffrì di più a causa della morte di Santiago, a tal punto da compiere un gesto disperato: recidere un pezzo di polmone del figlio prima della sua cremazione, accudendolo in segreto con macabre cure, come se fosse il figlio ormai perduto. 

Il polmone iniziò a crescere, sviluppando la capacità di muoversi e mostrando una fame insaziabile.

Nasce così Monstrilio: una creatura a metà tra il bambino e un mostro, che i genitori cercano di istruire e “civilizzare”. 

Il romanzo è ambientato in Messico e, successivamente, a New York ed è diviso in quattro parti, che espongono i punti di vista di personaggi diversi, il primo che segue il punto di vista della madre, che accudisce e cresce Monstrilio, il secondo quello del padre, ignaro di tutto, inorridito alla scoperta della scelta della moglie, tanto da volerlo eliminare. Solo col tempo, impara ad accettarlo e prova a farlo integrare all’interno della famiglia. Nel mentre Monstrilio cresce fino a diventare un adolescente dall’aspetto strano, quasi umano, ma che lotta costantemente contro la sua natura di predatore. La terza parte del romanzo è dal punto di vista dell’amico omosessuale di Joseph, Lucas, che funge da figura protettiva per Monstrilio, che sperimenta la solitudine e il desiderio di integrazione, pur continuando ad essere soggiogato dal suo istinto. La quarta parte è quella più struggente, perché narrata proprio da Monstrilio. Questa scelta stilistica è il cuore del libro, lui non è malvagio per scelta: soffre, prova emozioni, vuole essere amato, ma la sua biologia gli impone di uccidere, perché guidato da una fame irrefrenabile. Nel finale Monstrilio cede definitivamente ai suoi istinti e compie un atto irreparabile, uccide e si ciba di un essere umano. La famiglia è costretta a fare i conti con la realtà: Monstrilio non potrà mai essere umano né addomesticato, eppure la famiglia lo accetta per quello che è veramente.

 

Questo è il primo romanzo di Gerardo Sámano Córdova, scrittore e artista visivo messicano, che ha studiato negli Stati Uniti e nel suo romanzo tratta temi come il body horror, il queer e il lutto.

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