Oggi, all’Arena Bookstock Arturo Brachetti ha dialogato e intrattenuto il pubblico, ma soprattutto si è esibito in una performance di sand art.
L’incontro è cominciato con la presentazione di Arturo Brachetti come vincitore del Guinness World Record da trasformista. Arturo ci ha confessato che lo strumento principale delle sue performance sono le mani, infatti ci ha raccontato, facendo un salto nel passato, di come questo strumento abbia accompagnato l’umanità fin dall’inizio dei tempi.
Le mani sono anche un mezzo di comunicazione ancestrale, molto personale e diverso tra popoli: dalla caverna Cuevas de las manos all’affresco La creazione di Adamo, ha percorso un excursus attraverso luoghi e culture in cui l’identità dell’essere umano è stata rappresentata proprio da quelle mani che oggi sono lo strumento principale dell’arte dell’attore e comico torinese. Arturo ha citato molti dizionari italiani per il linguaggio delle mani, ma soprattutto ci ha parlato del libro Mani che parlano (Unipress) di Isabella Poggi.
Cogliendo l’occasione dell’incontro, il presentatore si è rivolto all’artista chiedendogli di approfondire per il pubblico di giovanissimi il suo rapporto con la letteratura. Brachetti ha rivelato di essere molto affezionato alle fiabe, perchè a suo dire esse “aiutano i bambini a decifrare il mondo”. Il lupo di cappuccetto rosso, per esempio, è ben più che un semplice animale selvatico: rappresenta piuttosto il volto dell’inganno, della tentazione e della seduzione. Insomma, le fiabe ci aiutano a decifrare il mondo.
In conclusione ha ricordato che la sua fiaba preferita è Il Piccolo principe che continua a insegnare a ogni generazione che l’essenziale è invisibile agli occhi.
Passiamo alla vera e propria performance: la sand art. Qui Arturo ha sfoggiato le sue incredibili capacità di trasformare della comune sabbia in un complesso e bellissimo elaborato. Ci ha mostrato il suo primo disegno fatto con la sabbia e di come le sue doti si siano evolute disegnando la storia del Piccolo principe. Tra risate e fiabe, Brachetti non solo ci ha affascinato con le sue doti artistiche, ma ci ha trasmesso valori ed emozioni sull’essere bambini e sul vedere il mondo come un ragazzino.