Cronache, Domenica 17 maggio 2026, Salone del Libro 2026

Dalla tolleranza al cambiamento: come ricostruire un mondo diviso a metà


Elisa Pagliarini, Marta Ossi

Liceo Ariosto - Ferrara

C’è una bambina che cresce anno dopo anno e crescendo impara a guardare il mondo per quello che è diventato: uno spazio diviso a metà. Da un lato c’è chi si è rassegnato alle macerie, considerandole l’unica scelta possibile, dall’altro, chi tenta di raccogliere i pezzi per ricostruire il mondo. 

Questo è l’incipit di Dignità di Lea Ypi (Feltrinelli, 2026) in cui l’autrice afferma che ciò che manca oggi è la capacità stessa di credere in un futuro alternativo. 

In questo smarrimento totale si inseriscono i grandi problemi della geopolitica globale, come analizzato durante l’incontro di domenica 17 maggio e moderato da Paola Peduzzi, che ha dialogato con Lea Ypi e i giornalisti Goffredo Buccini e Maurizio Molinari.

E’ un Occidente che perde pezzi in parte a causa dei propri errori, che hanno generato il consolidamento della potenza russa e americana, concretizzatesi  ora con le minacce. Se da un lato Lea Ypi invita a una maggiore chiarezza storica, ricordando che definire la Russia in modo esclusivamente negativo sia riduttivo senza comprenderne la posizione prima del crollo del Muro di Berlino, dall’altro Buccini è diretto: Vladimir Putin ‘’è un criminale che agisce all’interno di un sistema deteriorato’’. Un deterioramento di cui l’Occidente porta la responsabilità politica. Buccini, infatti,  prosegue sostenendo che Angela Merkel sia colpevole di aver “alzato le mani e aperto il portafoglio” di fronte a Mosca, scambiando la dipendenza economica per stabilità.

In questo scenario di tensioni, è importante ricordare la lezione del filosofo Karl Popper: le democrazie non devono arrendersi. I tolleranti hanno il dovere di sopportare gli intolleranti, ma solo fino a quando non si arriva alla violenza. Oltre quel limite, la tolleranza diventa complicità, conclude Buccini.

Siamo nel pieno di una fase di transizione profonda, una terra di nessuno con una “meta sconosciuta”, sostiene Maurizio Molinari. Gli strumenti del passato non bastano più: la combinazione tra Stato-nazione e l’attuale ordine istituzionale non offrono le risposte necessarie per risolvere le emergenze del presente.

Come uscirne? Per Molinari, persino le istituzioni più antiche come le monarchie occidentali, tra le quali quella britannica, possono reinventarsi, seguendo la filosofia di Abraham Lincoln: l’obiettivo deve essere quello di “diventare più perfetti”, adattandosi ai tempi. Una transizione che deve fare i conti anche con la rivoluzione digitale che, se non governata, rischia di sfociare nella violenza verbale. 

In questo mondo frammentato, quale deve essere il ruolo delle nuove generazioni? I giovani non possono limitarsi a essere spettatori passivi del declino. Il loro compito deve essere quello di trasmettere crescita, idee e successo agli altri, ribaltando il pensiero comune. 

L’Europa oggi viene definita da Lea Ypi come “il meno peggio” sul palcoscenico globale. Ma il “meno peggio” non basta per sopravvivere. L’autrice conclude così:  ‘’Per risolvere davvero i problemi strutturali del nostro tempo, l’Unione Europea deve compiere un salto in avanti, trasformandosi in un’Europa federale e socialista’’

 

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