Che cosa vuol dire fatica? Ne abbiamo parlato oggi con Mario Calabresi, giornalista, scrittore, direttore di “Chora Media” ed ex direttore de “La Stampa” e de “La Repubblica”, insieme a Vasco Brondi, cantautore e scrittore, in occasione della conferenza sul libro: Alzarsi all’alba (Mondadori, 2025). Per Calabresi oggi il significato che ha assunto la parola fatica è del tutto desueto, dal momento che siamo agevolati per via dalla tecnologia moderna. La fatica andrebbe riscoperta: non interpretata come un ostacolo, ma come un risultato dell’impegno e parte di un percorso, con l’obiettivo di fare esperienze complete, che ci appagano e raggiunte grazie ai nostri sforzi .
Inoltre, lo scrittore ha parlato del tema della noia e dei momenti che ne derivano, che molti oggi vedono come tempo sprecato. Lo scrittore stesso, quando era giovane, era di questa idea, ma ora ritiene che la noia sia il motore della creatività: ogni momento apparentemente privo di utilità può diventare un’occasione di produzione.
Un altro tema affrontato è stato quello del cambiamento di alcuni aspetti della società, tra i quali l’idea di fare dei figli. L’autore infatti racconta come, quando era più giovane, fosse addirittura scontato avere uno o più figli, mentre ora questa decisione viene presa con molta più cautela.
O ancora il tema ricorrente dell’intelligenza artificiale che l’autore giudica come un buono strumento, sebbene le informazioni date debbano essere costantemente verificate. E, infine, parla della tematica del “cervello creativo”, che consiste nel lasciare del tempo alla propria mente per elaborare i pensieri e la creatività senza rispondere frettolosamente, poiché questo rende la risposta superflua e poco efficace.