Tag "Helena Janeczek"

Espérance Ripanti: come cammineremo nel mondo che verrà

L’ ultima giornata del Salone del libro EXTRA accoglie una delle voci più fresche e originali della letteratura italiana, quella di Espérance Ripanti. Espérance è nata in Ruanda negli anni del genocidio, è rimasta fino a tre anni in un orfanotrofio gestito da una associazione italiana, viene poi adottata e cresce in provincia di Brescia. Nel 2015 si trasferisce a Torino ed entra a far parte di “Razzismo brutta storia”,

La pandemia: un bivio tra due crisi

“Questa pandemia è un portale”. Questa frase di Arundhati Roy, riportata dalla scrittrice Helena Janeczek nella presentazione dei due ospiti, Fabrizio Barca e Roberta Carlini, caratterizza tutto l’incontro e l’emergenza che stiamo vivendo in questo periodo. Prima di dare la parola ai due ospiti, lui economista e politico, lei giornalista e ricercatrice specializzata nelle questioni di genere, Helena Janeczek cita la scrittrice e attivista indiana per farci capire che l’umanità si

Un’Europa protagonista

Anche quest’anno ci aspettano cinque giorni piacevoli e intriganti volti a stimolare e soddisfare le nostre passioni e i nostri interessi. Dal 9 al 13 maggio a Torino abbiamo la possibilità di assistere a moltissimi percorsi e conferenze di argomento vario. Argomento attuale e comune a tutti, sicuramente non uno dei più semplici, è quello europeo, di un’Europa fragile che ricerca una propria identità capace di accomunare tutti gli Stati membri al

Helena Janezeck Premio Strega 2018!

La nostra Helena Janezeck, protagonista nel 2018 della prima adozione sperimentale dall’Università degli Studi di Torino, ha vinto stasera il Premio Strega 2018, con il  libro La ragazza con la Leica, edito da Guanda.  Tutta la redazione è felicissima peraltro ce lo sentivamo e la scrittrice e la storia lo meritavano per un sacco di motivi. Per questo non abbiamo finora pubblicato la lettera che Helena ci ha mandato per gli studenti che

Un esperimento difficile, necessario, entusiasmante

La professoressa Beatrice Manetti che è stata la nostra referente all’Università per la prima adozione accademica nella storia del nostro progetto ci ha mandato anche la relazione finale. Non possiamo che ringraziarla ancora una volta e lasciamo a lei la parola! Non è facile adottare una scrittrice all’università. Però è necessario. Non è facile perché in un grande ateneo come quello di Torino studenti e studentesse incrociano come proiettili la

Su “Bloody Cow” di Helena Janeczek

Ora lo ricordo bene, quel cartellone pubblicitario. Ricordo che lo vidi poco fuori Nashville, Tennessee, mentre ero di fianco ad Andrew, il ragazzo che mi ospitava, seduto a bordo del suo sgangherato pick up Chevrolet (sul cui muso, così mi disse, avrebbe voluto montare un paio di grosse corna taurine, so classy). Stavamo viaggiando, non so più diretti dove, su una larga strada a più corsie, almeno tre, contornata da

Anche noi #metoo

L’hashtag #metoo è diventato in pochi mesi un fenomeno di scala mondiale, coinvolgendo centinaia di migliaia di donne e non solo. Data la sua rilevanza, il movimento è stato oggetto di un incontro tenutosi in Sala Rossa dando luogo ad un confronto ricco di emozioni ed esperienze tra numerosissime attiviste e scrittrici italiane e straniere, come Jessa Crispin (critica e femminista americana), Alice Sebold (scrittrice americana che abbiamo avuto il

Il marcio in Scandinavia

Sul Nobel per la letteratura e le molestie sessuali. Aspettando l’incontro “Dopo, durante e oltre il #Metoo” di Domenica 13 maggio alle 12 in Sala Rossa. La bionda con le occhiaie e l’uomo con lo sguardo fisso hanno un fascino da nouvelle vague. Più veri dei protagonisti di Fino all’ultimo respiro, sono un fotografo marsigliese dal nome assonante con Jean-Paul Belmondo e una poetessa scandinava che ha frequentato la scena

Adotta una scrittrice di memoir

  Scrittura di un memoir #1 Non puoi farne a meno, continui a ripensare a quel romanzo. L’hai letto d’un fiato e i personaggi ti sono rimasti impressi nella mente. Sfogli rapidamente il libro, capitolo per capitolo, ognuno dedicato ai ricordi di una figura diversa, e rivedi Willy, Ruth e Georg. Poi il pollice inciampa in una pagina, una qualsiasi, e ritrovi un quarto nome, Gerda Taro. Giusto, la protagonista,

Fotografe e fotografie: una lettera a Helena Janeczek

Cara Helena, mi ricordo di quando fare una fotografia era una fatica. Il mio caschetto castano, liscissimo, e i ricci biondi di mio fratello cuocevano fino a scottare sotto il sole a picco sulla piazza vuota, la cattedrale alle nostre spalle. Dopo poco ci sembrava di sentire una goccia di sudore colare tra i capelli, ma non alzavamo la mano per grattarci. I nostri sorrisi si tiravano sempre di più,