3 ottobre 2026, Cronache, Internazionale Ferrara 2026

Una società spazzata via dai pregiudizi


Giulia Mannoni, Ilaria Falcone

Liceo Ariosto, Liceo Alfieri - Ferrara, Torino

Esistono lavori di serie B?  Questo è l’argomento di cui parla l’ultimo libro di Simon Parè-Poupart, Spazzatura! Memoir di un netturbino (Edizioni Alegre, 2026), che è stato intervistato insieme al celebre fumettista Zerocalcare dalla giornalista Giulia Zoli. 

Il tema principale dell’incontro è stato approfondito dall’autore del romanzo, che ha lavorato come operatore ecologico; si è impegnato a mostrare come il suo mestiere non sia semplice e adatto a chiunque, motivo per cui i netturbini provano fierezza per il proprio ruolo, nonostante non sia socialmente riconosciuto.

 

Zerocalcare, quando ha letto il romanzo, si è appassionato e ha deciso di prendere parte all’incontro con Parè-Poupart. 

Anche il fumettista, infatti, ha spesso trattato il tema della frustrazione causata dal mancato riconoscimento della società nei confronti di certi lavori, oggetto di molti pregiudizi e per questo considerati di serie B. Entrambi gli autori hanno criticato questo atteggiamento, poiché a sta loro sta molto a cuore riconoscere pari dignità a tutti i lavori, anche quelli più umili.

 

Come ha precisato lo scrittore canadese, i social hanno contribuito ad alimentare i pregiudizi nei confronti della propria categoria di lavoratori. Parè-Poupart spiega, infatti, che spesso chi lavora con i rifiuti viene confuso con essi, nonostante abbia una grande importanza a livello ambientale. Entrambi gli ospiti si soffermano sul fatto che nessun lavoro non è rilevante, il che significa che un mestiere non riconosciuto può avere una grande utilità per le società. 

Zerocalcare, poi, spiega che secondo lui chi ha avuto una vita agiata e non ha mai vissuto esperienze estreme giudicherà sempre con disprezzo una vita più semplice; per questo sostiene che più che regole ci vuole cultura, ovvero lo strumento capace di definire davvero una persona e di capirne il valore. Aggiunge, poi, che Il momento in cui scopri che non sei di vetro, quando scopri che prendi dieci calci in faccia e non sei morto, ti consente di comunque di affrontare la vita, le discussioni, un mondo che non è un “safe space”. Il fumettista è grato di non aver avuto una vita agiata, poiché questo gli ha permesso di non avere pregiudizi e di sviluppare una mentalità più aperta al mondo. 

 

Per concludere, Giulia Zoli ha chiesto quale parola potesse esprimere un giudizio corretto sui lavori più umili: Parè-Poupart ha scelto la parola decoro per definire il mestiere del netturbino, poiché, come ha spiegato, in francese questo termine significa anche orgoglio, sentimento che accomuna tutti coloro che svolgono un lavoro considerato di serie B.

Dunque, è importante dare un giusto peso alle parole e non avere pregiudizi imposti dalla società. 

 

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