Oggi, sabato 16 maggio, si è tenuto nell’Auditorium “G. Agnelli” di Torino un incontro, condotto da Giorgia Fumo, con il famoso fumettista Zerocalcare, che ha presentato la sua nuova serie Due Spicci, prodotta da Netflix.
Tra battute pungenti e momenti di riflessione su temi sociali, come le proteste del G8 avvenute a Genova nel 2001, Zero è riuscito ad empatizzare con il pubblico.
L’incontro si è aperto con una domanda della moderatrice sull’essere già diventato un’icona del panorama televisivo, fumettistico e sociale italiano, e se ciò influisse sul suo modo di esprimersi o sui contenuti.
L’autore risponde che è certamente grato di collaborare con importanti case di produzione , ma questo privilegio ha, paradossalmente, accresciuto l’ansia di non riuscire a produrre un contenuto appagante per i propri fan, tanto che durante la proiezione dell’anteprima della nuova serie si è coperto il viso per “non vedere la delusione sul volto del pubblico”. Riconosce come questi progetti gli abbiano concesso di aprirsi maggiormente alla relazione col vasto pubblico.
Esprimendosi con libertà mette in luce, oltre ad avvenimenti della sua vita quotidiana, anche pensieri più profondi, paranoie e riflessioni personali. Legato alla fama sente però un senso di disagio che gli deriva dal proprio ambiente d’origine: riconosce di venire da un mondo “opposto”, nel quale la fama e la ricchezza non sono motivo di vanto, ma di vergogna e diffidenza.
Il fumettista si è dimostrato molto soddisfatto di essere finalmente riuscito a aggiungere, dopo le prime due serie, una sfumatura noir – che personalmente apprezza tantissimo. In questa serie è inoltre riuscito ad inserire un numero maggiore di episodi, passando da 5 a 8, e di più lunga durata.
La serie accompagna il “bagno di realtà” dei personaggi – così il titolo Due spicci riprende un modo di dire romano che, nel contesto della serie, assume un’accezione di mancanza e bisogno di responsabilità.
Durante l’incontro una ragazza che frequenta la scuola Diaz a Genova, luogo protagonista di alcuni delle più violente vicende del G8, ha chiesto a Zerocalcare fino a che punto questa pagina buia dei primi anni duemila lo abbia scosso, dato che all’interno di tutte le sue opere c’è sempre almeno un riferimento a quegli episodi. Alla domanda l’autore risponde che gli eventi lo hanno toccato molto in profondità e che fino a quando qualcuno continuerà a subirne ingiustamente le conseguenze lui non smetterà mai di parlarne.
L’incontro ha avuto l’effetto di rafforzare ancora di più il legame tra autore e pubblico, creando negli appassionati grande attesa per la nuova serie che uscirà su Netflix il 27 maggio.